
Un atto mirato contro la rete elettrica italiana riaccende i riflettori sulla vulnerabilità delle infrastrutture strategiche europee. Il danneggiamento di un traliccio della linea Terna (che alimenta una stazione di pompaggio) in Friuli Venezia Giulia, avvenuto a fine marzo, è ora al centro di un’indagine coordinata tra intelligence italiana e tedesca, con il coinvolgimento del Ros dei Carabinieri e della Dda di Trieste.
Effetto domino sull’energia europea
Il guasto, seppur rapidamente riparato, ha avuto un impatto su un nodo energetico cruciale: l’Oleodotto Transalpino TAL-SIOT, la pipeline che da Trieste rifornisce Austria, Germania meridionale e Repubblica Ceca. Il rallentamento delle operazioni ha costretto alcune raffinerie – tra cui il polo tedesco Miro e Bayernoil – a ricorrere alle scorte, evidenziando la fragilità della catena di approvvigionamento.
Versioni contrastanti e indagini aperte
Se da un lato la società che gestisce il TAL parla di disservizio tecnico legato a interventi programmati, dall’altro Terna ha confermato un danneggiamento volontario a un’infrastruttura elettrica nel comune di Tolmezzo. Gli investigatori escludono, allo stato attuale, un attacco informatico: si tratterebbe di un’azione fisica deliberata, precisa e mirata.
Un’infrastruttura sotto osservazione da decenni
Il TAL non è nuovo a minacce: già nel 1972 fu bersaglio di un attentato terroristico. Oggi, nel contesto delle tensioni geopolitiche globali e delle criticità nei flussi energetici, torna a essere considerato un asset altamente sensibile. Il recente aumento delle petroliere in attesa nel Golfo di Trieste conferma la crescente pressione sugli approvvigionamenti europei.
La nuova frontiera del rischio energetico
Secondo analisti internazionali, gli attacchi a infrastrutture energetiche – fisici o ibridi – sono in aumento in Europa, soprattutto dopo la crisi in Medio Oriente e le tensioni sulle rotte del petrolio. Episodi come quello in Friuli mostrano come anche eventi localizzati possano avere effetti sistemici su scala continentale.
Un campanello d’allarme per l’Ue
Il caso riapre il dibattito sulla sicurezza delle reti energetiche europee e sulla necessità di rafforzare la resilienza delle supply chain. In un contesto già segnato da instabilità geopolitica e volatilità dei prezzi, la protezione delle infrastrutture critiche diventa una priorità strategica per Bruxelles.




.jpg?box=317x238c)

.jpg?box=317x238c)

