Petrolio in caduta libera: il Brent torna sotto gli 80 dollari dopo tre mesi

L'intesa tra Stati Uniti e Iran raffredda i timori sui mercati energetici globali. Il prezzo del greggio crolla, mentre investitori e imprese scommettono su una riduzione delle tensioni in Medio Oriente e sulla riapertura delle principali rotte commerciali.

Petrolio in caduta libera: il Brent torna sotto gli 80 dollari dopo tre mes

La prospettiva di una distensione tra Washington e Teheran ha innescato una brusca correzione delle quotazioni petrolifere. Il Brent, riferimento per il mercato europeo, è sceso sotto la soglia psicologica degli 80 dollari al barile per la prima volta negli ultimi tre mesi, attestandosi a 79,6 dollari con una flessione superiore al 4%.

Ancora più marcato il calo del WTI americano, sceso del 4,8% fino a circa 76,9 dollari al barile.

Hormuz torna al centro della partita energetica

A spingere al ribasso i prezzi è soprattutto la prospettiva di una progressiva normalizzazione dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale e una quota significativa del commercio globale di gas naturale liquefatto.

Gli operatori ritengono che un allentamento delle tensioni possa ridurre il rischio di interruzioni nelle forniture energetiche e favorire una maggiore stabilità dei flussi commerciali.

Restano le incognite geopolitiche

Nonostante l'entusiasmo dei mercati, gli investitori mantengono una certa cautela. Molti dettagli dell'intesa tra Stati Uniti e Iran devono ancora essere formalizzati, e restano aperti diversi dossier, dal programma nucleare iraniano al futuro assetto della sicurezza regionale.

Per ora, però, il messaggio dei mercati è chiaro: meno tensioni geopolitiche significano meno rischio e petrolio più economico.

Fonte
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