La capacità rinnovabile mondiale è arrivata a circa 5,15 terawatt, ma per raggiungere il target fissato alla COP28 servono 11,2 TW entro il 2030. Nel 2025 sono stati aggiunti 693 GW, un massimo storico: il ritmo dovrà però aumentare sensibilmente nei prossimi anni.
La nuova emergenza sono le reti
Il problema non è più soltanto costruire impianti solari ed eolici. Servono reti più robuste, accumuli e sistemi di flessibilità per collegare la nuova capacità e gestire una produzione elettrica sempre più variabile. I precedenti monitoraggi IRENA indicavano già un fabbisogno di centinaia di miliardi di dollari l'anno per reti e flessibilità.
Anche l'efficienza deve accelerare
Il secondo obiettivo dell'UAE Consensus è raddoppiare i miglioramenti dell'efficienza energetica entro il 2030. Ma anche su questo fronte il ritmo resta insufficiente: l'efficienza deve diventare parte integrante della transizione, insieme all'elettrificazione di trasporti, edifici e industria.
Rinnovabili sempre più competitive
La spinta agli investimenti è sostenuta anche dai costi. Secondo l'ultimo rapporto IRENA, oltre il 90% dei nuovi impianti rinnovabili utility-scale entrati in funzione nel 2025 produce elettricità a un costo inferiore rispetto al più economico nuovo impianto fossile disponibile nei rispettivi mercati. Il solare fotovoltaico si è attestato a circa 44 dollari/MWh e l'eolico onshore a 33 dollari/MWh.
Solare, batterie e IA
La prossima fase della transizione passa quindi dalla combinazione di rinnovabili + batterie + reti intelligenti + digitalizzazione. L'intelligenza artificiale può contribuire a prevedere domanda e produzione, ottimizzare gli accumuli e rendere più flessibile il sistema elettrico.
Il dato centrale è chiaro: la rivoluzione delle rinnovabili è già iniziata, ma per arrivare al 2030 non basta mantenere i record. Occorre trasformare rapidamente la nuova capacità installata in un sistema energetico connesso, flessibile ed efficiente.








