Energia illimitata e ‘green’: da sogno a realtà?

La Cina si prepara: il ‘Sole artificiale’ di Pechino sarebbe già pronto per l’accensione

Energia illimitata e ‘green’: da sogno a realtà?

Un dispositivo capace di generare energia illimitata e pulita che funzioni come il Sole? I segreti della fusione nucleare che la scienza rincorre da settant'anni stanno per essere svelati? In Cina ne sembrano convinti.

Nella seconda economia al mondo potrebbe entrare presto in funzione un ‘Sole artificiale, un dispositivo a fusione nucleare capace di produrre energia replicando le reazioni che si verificano al centro della nostra stella.

Gli scienziati cinesi stanno lavorando al HL-2M Tokamak, così si chiama il dispositivo. Se tutto cio’ fosse vero, l’energia da fusione rivoluzionerebbe il mondo dal punto di vista economico, politico e culturale.

L’energia nucleare utilizzata finora è quella da fissione, cioè quella che si ottiene scindendo il nucleo di un elemento chimico pesante, come l’uranio o il plutonio, in nuclei atomici più leggeri. La somma delle masse degli elementi più leggeri risulta inferiore rispetto alla massa dei nuclei originari. La massa che si perde dalla scissione viene trasformata in energia, grazie alla nota equazione E=mc2.

Dall’atomo, tuttavia, può essere prodotta energia anche, al contrario, fondendo. È quello che fanno regolarmente il Sole e le altre stelle – le forti pressioni ed il forte calore permettono agli atomi degli elementi leggeri di fondersi in elementi al contrario via via più pesanti. Come nel caso della fissione, la somma della massa dei nuovi atomi è minore a quella degli atomi di partenza perché una parte si è trasformata in energia. Il problema è che per scindere gli atomi basta colpirli con un elettrone, per fonderli servono invece pressioni e temperature che solo nel Sole si possono avere. Il che pone due ostacoli.

Primo: finora tutte le volte che gli scienziati sono riusciti a produrre energia da fusione hanno consumato più energia per creare la fusione rispetto a quanta la fusione stessa ne abbia sprigionata.

Secondo: ammesso che si possano raggiungere le temperature del Sole portando il plasma a milioni di gradi Celsius. Ma c’è un ‘contenitore’ utilizzabile a tali temperature?

Per risolvere questo secondo problema la scienza punta tutto sulle cosiddette ‘camere toroidali magnetiche’. In pratica si tratta di grandi camere a forma di ciambella in cui il plasma può essere portato a qualsiasi temperatura perché non entra mai in contatto con le pareti della camera stessa che lo contiene dal momento che viene tenuto sospeso da un campo magnetico prodotto da potenti magneti posti all’esterno.

Nel caso del HL-2M, che fa parte del progetto Experimental Advanced Superconducting Tokamak cominciato nel 2006, il campo magnetico lo renderebbe particolarmente stabile e adatto alla produzione dell’energia da fusione. Tanto che, a marzo, un funzionario della China National Nuclear Corporation aveva annunciato che la costruzione del dispositivo sarebbe stata completata entro la fine dell’anno.

Poi, nel 2020, il dispositivo dovrebbe diventare operativo producendo un plasma che raggiungerà temperature superiori a 200 milioni di gradi Celsius, ben 13 volte più caldo del centro del Sole e il doppio rispetto a qualsiasi altro dispositivo simile creato in precedenza dall’uomo.

E con notevoli vantaggi.

Primo. Il combustibile di partenza è idrogeno – praticamente inesauribile dal momento che si trova nell’acqua. Qualsiasi Paese che avesse uno sbocco al mare, ma anche solo fiumi o laghi, non avrebbe più problemi di materia prima.

Secondo. L’energia prodotta sarebbe ‘green’ con zero emissioni di CO2.

Terzo. Bassi residui radioattivi e decadimento rapido delle scorie: poche decine di anni contro le migliaia di anni delle scorie invece da fissione.

Quarto. Nessuna possibilità di incidenti come quelli di Cernobyl o Fukushima.

Una vera rivoluzione.

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