Dove finisce l’Irpef? Il 52% va a sanità, pensioni e istruzione

Osservando l’incasso nazionale dell’Irpef emerge che solo il 6,09% ha come obiettivo il sostegno all’economia e al lavoro. E appena il 2,4% alla protezione dell’ambiente

Dove finisce l’Irpef? Il 52% va a sanità, pensioni e istruzione

A tentare di stabilire un circuito di trasparenza tra il cittadino e lo Stato, stavolta ci prova l’Agenzia delle entrate con una iniziativa che sarà visibile da ogni contribuente Irpef al momento della presentazione della prossima denuncia dei redditi precompilata.

Intanto, l'Agenzia delle entrate e la Ragioneria generale dello Stato hanno comunicato i macrodati, cioè dove viene complessivamente speso l’incasso nazionale dell’Irpef in base ai volumi e ai rendiconti del 2018.

Il 21% delle tasse pagate dai contribuenti Irpef va a finanziare le pensioni. Al secondo posto con il 20% c’è la sanità. Al terzo l’istruzione (11%). A seguire, l’8,9% di quanto versato è diretto a sostenere la difesa, l’ordine pubblico e la sicurezza, mentre il 6,09% ha come obiettivo il sostegno all’economia e al lavoro. E ancora, il 4,8% ai trasporti, il 2,4% alla protezione dell’ambiente e il 2,2% alla cultura e allo sport.

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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