Un nuovo modo di tassare le emissioni di CO2

Uno studio propone di prendere di mira i profitti, e non i consumi. In questo modo la tassazione sarebbe più equa. E potrebbe davvero indurre a ridurre l’inquinamento

Un nuovo modo di tassare le emissioni di CO2

Se invece di scoraggiare le emissioni di CO2 equivalente tassando i consumi, si spostasse l’attenzione sulla generazione di profitti? Insomma, se invece di imporre un sacrificio fiscale a tutti, indiscriminatamente, il fisco mirasse ai ricavi creati dagli investimenti per sostenere l’economia fossile si otterrebbero due effetti. Scoraggiare il profitto che deriva dalle attività di aziende climalteranti e sollevare i redditi di chi adesso, pur concorrendo in parte minima al global warming, è colpito dalle imposizioni fiscali sulla CO2.

Sono i risultati di una nuova analisi statunitense, secondo cui il reddito generato dagli investimenti è responsabile di oltre la metà delle emissioni di CO2 equivalenti degli americani più ricchi. Da quest'analisi è nato uno studio pubblicato su Plos Climate, che propone di cambiare la prospettiva della tassazione sul clima, puntando ai redditi generati da investimenti in aziende non “green”.

Infatti, le tassazioni al momento pensate per affrontare la questione climatica sono basate sui consumi, non sui ricavi. E questa scelta colpisce soprattutto le persone più povere, già spesso vittime dei vari effetti dei cambiamenti climatici per motivi diversi. La proposta dei ricercatori americani è semplice: introdurre nuovo tipo di carbon tax incentrata sugli investimenti, dove quelli realizzati in industrie ad alta intensità di carbonio sono tassati più pesantemente di quelli a favore di industrie “verdi”. Una scelta di equità che porterebbe un grande beneficio alla causa climatica, sposando sostenibilità ambientale e sociale.

I ricercatori hanno scoperto che il reddito derivante dagli investimenti rappresenta circa il 40 per cento delle emissioni per l’1 per cento delle famiglie statunitensi che guadagnano di più, e più del 50 per cento per il top 0,1%. Per questo il loro studio propone un nuovo tipo di carbon tax, attraverso cui tassare investimenti in industrie ad alta intensità di carbonio più pesantemente di quelli in industrie verdi.

Ecco la logica da cui partono le conclusioni dello studio. Le tasse sul carbonio convenzionali mirano alle emissioni associate al consumo: spesso però il peso fiscale colpisce soprattutto i più poveri, perché gran parte della loro spesa è destinata a spese di base ad alta intensità di carbonio, come il riscaldamento domestico e i trasporti. Allo stesso tempi, le persone più abbienti risparmiano gran parte del loro reddito, che non è esposto a una tassa basata sui consumi. Però le classi più ricche hanno abitudini più impattanti per il clima che con questa logica fiscale non sono in alcun modo incentivati a modificare.

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