Un angelo con il volto di Meloni: bufera sul restauro a San Lorenzo in Lucina

Nella storica basilica romana spunta un cherubino con le fattezze della premier. Il Vicariato apre un’indagine

Un angelo con il volto di Meloni

A Roma, nella basilica di San Lorenzo in Lucina, uno dei luoghi più antichi della cristianità, il restauro di una cappella ha acceso una polemica destinata a far discutere. Sopra il busto marmoreo di Umberto II di Savoia, veglia oggi un angelo dal volto sorprendentemente riconoscibile: quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Prima degli interventi, assicurano più fonti, il cherubino aveva tratti generici. Dopo il restauro, la somiglianza appare evidente.

Il dettaglio che fa scattare il caso
L’angelo “incriminato” regge un cartiglio con lo Stivale d’Italia, fronteggiando un altro cherubino che porge la corona al sovrano in esilio. Una scelta iconografica che, letta alla luce dell’attualità politica, ha immediatamente sollevato interrogativi e sospetti. A firmare l’intervento è Bruno Valentinetti, che in un’iscrizione rivendica l’opera: Instauratum et exornatum… AD MMXXV.

Chi è l’autore del restauro
Valentinetti non risulta tra i restauratori ufficialmente incaricati dei lavori più ampi nella basilica. In chiesa viene descritto come volontario e sacrestano, presente ogni mattina. Online emergono però precedenti interventi decorativi, collaborazioni artistiche e anche una passata candidatura politica a destra, nelle file de La Destra – Fiamma Tricolore. Un profilo che alimenta ulteriormente le polemiche.

Le domande che imbarazzano la Curia
Com’è possibile che un volto così riconoscibile non sia stato notato prima? Difficile credere che parroco, uffici ecclesiastici e Soprintendenza non abbiano colto la somiglianza. Eppure nessun intervento correttivo risulta essere stato disposto prima che il caso esplodesse sui media. Un silenzio che oggi pesa.

Il Vicariato apre un’indagine
Dopo la pubblicazione delle immagini, il Vicariato di Roma ha annunciato l’avvio di un approfondimento. Il rettore della basilica, monsignor Daniele Micheletti, ha ammesso: “In effetti una certa somiglianza c’è. Io avevo chiesto un restauro com’era”. In diocesi si parla apertamente di stupore e imbarazzo, sottolineando come non esistano precedenti simili.

La reazione politica: Pd all’attacco
Dal fronte politico arrivano reazioni immediate. Il Partito Democratico chiede al ministro della Cultura Alessandro Giuli di intervenire per ripristinare lo stato originario dell’opera, parlando di un caso che rischia di trasformare un restauro in una operazione ideologica.

Meloni ironizza sui social
La premier ha scelto la via dell’ironia. Condividendo l’immagine del cherubino, ha scritto: “No, decisamente non somiglio a un angelo”, accompagnando il post con un emoticon sorridente. Una risposta leggera, che però non spegne il dibattito.

Arte sacra o restaurazione politica?
San Lorenzo in Lucina non è una chiesa qualsiasi: nella piazza sorgeva lo studio di Giulio Andreotti, qui avevano sede storica Forza Italia e frequentazioni illustri della politica romana. Ma il confine tra contesto storico e attualità è sottile. E oggi la domanda resta aperta: può un restauro trasformarsi in un messaggio politico?

Fonte
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