
Quello che doveva essere l’inizio di un nuovo anno si è trasformato in una delle più gravi tragedie europee degli ultimi anni. A Crans-Montana, esclusiva località sciistica del Vallese, almeno 47 giovani sono morti e 112 persone sono rimaste ferite nell’incendio divampato in un bar sotterraneo durante una festa di Capodanno.
Fiamme in pochi secondi, nessuna via di fuga
Secondo le prime ricostruzioni, il rogo si sarebbe sviluppato in modo rapidissimo, con una dinamica da “flashover”: il passaggio improvviso da un incendio localizzato a uno generalizzato, alimentato dall’accumulo di calore e gas sotto il soffitto in legno. Testimoni parlano di candele scintillanti utilizzate sui tavoli e sulle bottiglie di champagne, che avrebbero innescato le fiamme toccando la copertura del locale.
Panico, urla e corpi intrappolati
Il locale aveva una sola uscita, una scala stretta, che ha rapidamente trasformato la fuga in una corsa disperata. Molti ragazzi hanno cercato scampo rompendo le finestre, altri sono rimasti intrappolati dal fumo e dal calore. Scene di caos, terrore e urla nel buio, raccontate dai sopravvissuti.
L’Italia colpita: dispersi e feriti gravi
Il bilancio coinvolge direttamente anche il nostro Paese. Tredici italiani sono ricoverati, cinque con ustioni gravissime. Due sedicenni e una donna di 30 anni sono stati trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano con ustioni fino al 40% del corpo. Altri pazienti restano in Svizzera, tra Berna e Zurigo: una ragazza di 16 anni è in coma. Sei connazionali risultano dispersi.
Maxi-soccorsi e intervento dell’UE
L’allarme è scattato intorno all’1:30 di notte. In poche ore sono state mobilitate 42 ambulanze, 13 elicotteri e mezzi speciali antincendio. La Commissione europea ha attivato il Meccanismo di Protezione Civile, mentre l’Italia ha messo a disposizione ospedali e strutture sanitarie di Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia.
Farnesina e governo sul posto
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in contatto costante con la premier Giorgia Meloni, ha annunciato una missione sul luogo della tragedia. Il consolato di Ginevra ha attivato una unità di crisi per assistere le famiglie. La situazione è seguita direttamente dall’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado.
Aperta un’inchiesta: esclusa la pista terroristica
Le autorità svizzere hanno escluso fin da subito un attentato. Il procuratore del Vallese, Béatrice Pilloud, ha avviato un’inchiesta per chiarire le responsabilità e le cause dell’incendio. L’identificazione delle vittime richiederà tempo: molti corpi sono gravemente carbonizzati.
Uno shock per tutta la Confederazione
“È una delle peggiori tragedie che abbiamo mai vissuto”, ha dichiarato il presidente svizzero Guy Parmelin. Messaggi di cordoglio sono arrivati da tutta Europa, compreso quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.










