
Ha ora un nome ciascuna delle 40 vittime dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana, una delle tragedie più gravi che abbiano colpito la Svizzera negli ultimi anni. Tra loro sei giovanissimi italiani, strappati alla vita mentre erano in vacanza: Sofia Prosperi, Achille Barosi, Chiara Costanzo, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti, e Emanuele Galeppini.
I feriti: 11 giovani già trasferiti in Italia
Prosegue intanto il delicato trasferimento dei ragazzi feriti. Dal 1° gennaio, all’ospedale Niguarda di Milano sono arrivati 11 giovani, sette dei quali in gravi condizioni, ricoverati nel Centro grandi ustioni. In Svizzera restano ancora tre feriti, monitorati costantemente da équipe italiane ed elvetiche. “Le loro condizioni sono delicate – spiega Massimiliano Borzetti, Protezione civile – valuteremo nei prossimi giorni l’idoneità al trasporto”.
Le altre vittime: un dramma internazionale
L’identificazione ha riguardato giovani provenienti da tutta Europa: Svizzera (tre ragazze); Italia (tre minorenni); Francia (sei vittime); Belgio, Portogallo; una vittima con tripla cittadinanza francese, israeliana e britannica. Un bilancio che restituisce la dimensione internazionale e generazionale della tragedia.
“Non una disgrazia, ma una tragedia evitabile”
Proprio al termine dell’identificazione delle vittime italiane, l’ambasciatore Cornado ha pronunciato parole durissime: “Esistono le disgrazie, ma questa non è stata una disgrazia. È stata una tragedia evitabile. Sarebbero bastati prevenzione e buon senso”. Un’accusa che pesa, mentre si attendono gli esiti delle indagini sulle responsabilità.










