Migranti, l’autolesionismo dell’Ue. Il problema è a Bruxelles (non solo a Minsk e Mosca)

Alla frontiera polacca una crisi umanitaria orchestrata da Minsk e sostenuta da Putin che si approfittano dell’incapacità dell’Ue di attuare una politica migratoria comune. Un film già visto con Erdogan.

Migranti, l’autolesionismo dell’Ue

Centinaia di uomini e donne che camminano nel gelo spinti dalla speranza di trovare un rifugio. Le immagini arrivano dalla Bielorussia, nei pressi della frontiera polacca. Secondo i testimoni i migranti vengono guidati dalle forze di polizia bielorusse, in quello che appare come un tentativo di destabilizzazione orchestrato da Minsk con il determinante appoggio di Mosca.

Il ministro dell’Interno polacco ha diffuso foto che mostrano le guardie di frontiera bielorusse lungo il confine armate di tenaglie per tagliare il filo spinato. Secondo informazioni fornite dai servizi tedeschi tra gli 800 e i mille migranti arrivano quotidianamente in Bielorussia su voli provenienti dall’Iraq (il cui numero è raddoppiato) per poi essere condotti alla frontiera.

Il dittatore bielorusso Alexander Lukashenko vuole far pagare all’Ue le sanzioni imposte al suo regime a maggio, dopo il dirottamento di un aereo della compagnia Ryanair su cui viaggiava un dissidente. In realtà, i rapporti tra l’Unione e la Bielorussia si sono compromessi dopo le elezioni dell’estate del 2020, manipolate da Lukashenko.

Il regime di Minsk sa bene qual è il mezzo per mettere pressione e vendicarsi degli europei: risvegliare la paura dei migranti, schiacciati tra il cinismo e la brutalità di Minsk e l’intransigenza di Varsavia.

E qui veniamo al punto. L’8 novembre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha denunciato quella che considera “una strumentalizzazione cinica dei migranti” e ha promesso l’aiuto dei 27 ai paesi coinvolti. Von der Leyen ha inoltre annunciato che sono al vaglio nuove sanzioni contro Minsk ma anche contro le compagnie aeree che partecipano alla manovra del regime.

Ma il problema è, al di là di questi annunci, quello che sta avvenendo dipende dall’ormai storica incapacità dell’Ue di attuare una politica migratoria comune, basata su un meccanismo (automatico) di redistribuzione dei migranti. La situazione è paradossale: paesi come la Germania invocano un intervento urgente di Bruxelles, ma Berlino è tra i membri comunitari che ad oggi non hanno consentito che l’Ue si munisse di una politica comune rispetto ai fenomeni migratori. E di questa mancanza chi può se ne approfitta. Dal ricatto di Erdogan a quello di Lukashenko e Putin.

quotedbusiness.com è una testata indipendente nata nel 2018 che guarda in particolare all'economia internazionale. Ma la libera informazione ha un costo, che non è sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità. Se apprezzi i nostri contenuti, il tuo aiuto, anche piccolo e senza vincolo, contribuirà a garantire l'indipendenza di quotedbusiness.com e farà la differenza per un'informazione di qualità. 'qb' sei anche tu. Grazie per il supporto

Indicatori

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com