
La corsa all’intelligenza artificiale sta assumendo sempre più i contorni di una competizione a due. I dati elaborati da Our World in Data sulla base delle classifiche OpenRouter mostrano che Stati Uniti e Cina concentrano la quasi totalità dei modelli presenti tra i 50 più utilizzati sulla piattaforma.
La Cina recupera terreno
Il dato più significativo riguarda la velocità della crescita cinese: dai 5 modelli presenti nella top 50 all’inizio del 2025, le aziende cinesi sono arrivate a 20 nel maggio 2026. Gli Stati Uniti mantengono la maggioranza, ma il loro peso relativo si è ridotto.
OpenRouter misura l'utilizzo dei modelli attraverso i token elaborati, cioè le unità con cui i sistemi di IA processano testo e codice. Si tratta quindi di un indicatore dell’utilizzo sulla piattaforma, non di una fotografia dell’intero mercato mondiale.
DeepSeek, Qwen, Kimi e GLM
Il recupero cinese non è legato a un solo laboratorio. DeepSeek, Alibaba con Qwen, Moonshot AI con Kimi e Z.ai con GLM sono tra i protagonisti di una nuova generazione di modelli cinesi che ha aumentato la pressione competitiva sulle aziende statunitensi. Analisi recenti rilevano prestazioni sempre più vicine a quelle dei principali modelli americani in diversi compiti, soprattutto coding e agenti AI.
Il vantaggio cinese: costi e diffusione
Una delle caratteristiche della strategia cinese è la forte spinta verso modelli open-weight, costi contenuti e ampia diffusione. Questo sta favorendo l'adozione anche fuori dalla Cina, soprattutto tra sviluppatori e aziende interessati a ridurre i costi dell'inferenza.
Gli Stati Uniti puntano sulla frontiera
Le aziende americane continuano però a dominare una parte importante della frontiera tecnologica, con grandi investimenti in modelli avanzati, infrastrutture di calcolo e semiconduttori. La competizione non riguarda quindi soltanto chi produce più modelli, ma anche potenza di calcolo, chip, capitale, dati e accesso ai mercati.
Dall'IA ai chip
Il confronto tecnologico è ormai strettamente collegato alla geopolitica. Washington mantiene restrizioni sull'accesso cinese a determinate tecnologie avanzate, mentre Pechino sta accelerando lo sviluppo di chip e infrastrutture nazionali. Alibaba, per esempio, ha recentemente presentato un nuovo chip AI e piani per un modello con una scala fino a 10 trilioni di parametri.
Anche Trump e Xi parlano di IA
L'intelligenza artificiale è ormai parte integrante del confronto tra Washington e Pechino, insieme a semiconduttori, terre rare e commercio. Nei recenti contatti diplomatici tra Stati Uniti e Cina è emersa anche l'ipotesi di un dialogo specifico sulla gestione dei rischi legati all'IA.
L'Europa resta indietro
Fuori da Stati Uniti e Cina, la presenza nella top 50 rimane molto limitata. La francese Mistral AI rappresenta uno dei principali attori europei, mentre il Canada, precedentemente rappresentato da Cohere, non aveva più una presenza significativa nella classifica di maggio 2026.
Una sfida tecnologica e geopolitica
La fotografia del 2026 mostra quindi un settore dell'IA sempre più concentrato tra USA e Cina, ma con un elemento nuovo: il vantaggio americano non è più accompagnato dalla stessa distanza di pochi anni fa. La crescita dei modelli cinesi, soprattutto quelli a basso costo e open-weight, sta trasformando la competizione da una semplice corsa alla potenza computazionale in una sfida globale su tecnologia, costi, diffusione e autonomia strategica.







