Un robot come vigile urbano: in Cina è già realtà

Dall’eolico alle strade: a Wuhu debutta l’agente umanoide che dirige il traffico. Tecnologia avanzata, ma il tema dell’autorità resta aperto

Un robot come vigile urbano: in Cina è già realtà

Indossa giubbotto riflettente, berretto bianco e guanti d’ordinanza. Dirige il traffico, segnala le precedenze e richiama all’ordine. Ma Wuyou Zhijing R001 non è un essere umano: è un robot umanoide dotato di intelligenza artificiale, già operativo – in fase sperimentale – nelle strade di Wuhu, città da oltre 2,4 milioni di abitanti nella provincia cinese di Anhui.

Chi c’è dietro il progetto
Il robot è stato progettato da AiMoga Robotics, azienda specializzata in umanoidi che fa parte dell’ecosistema industriale del gruppo Chery. Lo sviluppo è durato circa quattro anni e si inserisce nella strategia cinese di accelerazione sulle smart city, dove AI, sensori e automazione diventano parte integrante della gestione urbana.

Cosa sa fare il vigile umanoide
Wuyou Zhijing R001 è equipaggiato con sei telecamere ad alta definizione e un radar laser LiDAR, in grado di monitorare flussi di traffico, rilevare ostacoli e analizzare il comportamento degli utenti della strada. Può individuare infrazioni evidenti – come cinture non allacciate o casco assente – e raccogliere dati utili alla pianificazione urbana.

Supporto, non sostituzione
Le autorità locali precisano che il robot non sostituisce gli agenti in carne e ossa. Al momento non può emettere multe, non è armato e opera sempre sotto la supervisione di vigili umani. Il suo ruolo è alleggerire il carico di lavoro svolgendo mansioni ripetitive, consentendo agli agenti di concentrarsi su sicurezza e controllo del territorio.

Interazione con i cittadini
Il robot comunica tramite avvisi vocali in tempo reale, fornisce indicazioni elementari e interagisce con automobilisti e pedoni. I dati raccolti confluiscono nei sistemi di analisi delle smart city, contribuendo a ottimizzare viabilità e sicurezza stradale. Secondo i media cinesi, le prime reazioni sono state positive, con curiosità e sorpresa per l’aspetto “quasi umano” dell’agente.

La vera questione: l’autorità di una macchina
La sperimentazione, però, apre interrogativi più profondi. Come osserva ENIA – Fondazione Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale, l’uniforme del vigile-robot riproduce il simbolo dell’autorità, ma voce ed empatia sono simulate. L’obbedienza nasce dalla legittimità riconosciuta all’emittente del comando: se è una macchina, su cosa si fonda questa legittimità?

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