Dopo l'apertura dell'indagine Ue per aiuti di stato, la vendita di Alitalia di nuovo in discussione?

Un altro capitolo si aggiunge al complicato processo di vendita di Alitalia, iniziato lo scorso anno. La Commissione Ue ha aperto un'indagine per valutare se il prestito ponte di 900 milioni di euro che l'Italia ha concesso alla compagnia costituisca un aiuto di Stato. Il timore è che "la durata del prestito, da maggio 2017 fino almeno a dicembre 2018, superi i sei mesi previsti a livello europeo”.

Anche l'incertezza politica legata al prossimo governo non gioca a favore, rende la vendita ancora più difficile e potrebbe, persino, rimettere in discussione la cessione del vettore. Nel frattempo l’azienda continua da numerosi anni ad accumulare debiti, finanziati attraverso la fiscalità generale.

Tentativo di Etihad

Etihad c’aveva provato a ritirare su la compagnia italiana e per questo aveva acquisito il 49% nel 2014. Tuttavia, i risultati sono stati modesti a causa dell'elevata base dei costi del vettore e della crescente concorrenza dei rivali europei a basso costo.

Piano di ristrutturazione respinto

Alitalia aveva negoziato con i sindacati nell'aprile 2017 un aggressivo piano di ristrutturazione, poi respinto nei giorni successivi dai quasi 12 mila dipendenti, spingendo la compagnia verso l'amministrazione. Fino alla tegola, in realtà prevedibile, giunta da Bruxelles.

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Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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