
Più auto elettriche significa meno carburanti fossili consumati e, di conseguenza, meno gettito dalle accise. In Germania la tassa sull’energia ha garantito 37,6 miliardi di euro nel 2025, ma il sistema fiscale legato alla mobilità è destinato a cambiare con la progressiva elettrificazione del parco auto.
Berlino cerca un nuovo modello
Il problema è già visibile nei dati più recenti: nel solo agosto 2026 le entrate tedesche dalla Energiesteuer sono diminuite del 13,4% su base annua; nei primi otto mesi il calo è stato dell’8,4%.
La questione diventa quindi strutturale: come finanziare la manutenzione delle strade quando una quota crescente degli automobilisti non paga più le imposte direttamente attraverso benzina e diesel?
Il Regno Unito anticipa la risposta
Londra ha già scelto una strada precisa. Dal 1° aprile 2028 entrerà in vigore la Electric Vehicle Excise Duty: 3 pence per miglio per le auto elettriche e 1,5 pence per le ibride plug-in. L’obiettivo dichiarato è compensare nel lungo periodo la perdita di gettito della fuel duty.
La nuova tassa sarà il chilometro?
In Germania cresce così il dibattito su un possibile pedaggio basato sulla distanza percorsa, eventualmente modulato per traffico e utilizzo delle strade.
La transizione elettrica, insomma, non elimina soltanto la benzina dal motore: costringe gli Stati a ripensare anche il modo in cui tassano la mobilità.






