
Audi avvia a Ingolstadt un progetto pilota per trasferire temporaneamente propri dipendenti presso MBDA, Diehl, KNDS e Airbus. L’operazione riguarda ingegneri, project manager, tecnici e addetti alla qualità: resteranno dipendenti Audi, con stipendio e diritto al rientro, per un massimo di 24 mesi.
L’industria della Difesa corre
La scelta arriva mentre la domanda europea di armamenti cresce rapidamente. MBDA ha raddoppiato la produzione di missili tra il 2023 e il 2025, punta a un ulteriore aumento del 40% nel 2026 e prevede 5 miliardi di euro di investimenti in Europa tra il 2026 e il 2030, oltre a 2.800 nuove assunzioni nel 2026.
La crisi dell’auto
Il progetto riflette anche le difficoltà di Audi e Volkswagen. Audi ha concordato una riduzione fino a 7.500 anni-lavoro entro il 2029 nei settori interessati dalla riorganizzazione, mentre la garanzia occupazionale nei siti tedeschi è stata estesa fino alla fine del 2033.
Dalle auto alla Difesa
Non è un caso isolato. Dopo la fine della produzione automobilistica prevista nel 2027, lo stabilimento Volkswagen di Osnabrück dovrebbe essere trasformato progressivamente in un centro per soluzioni di sicurezza e difesa: un'ulteriore conferma di come la Germania stia cercando di trasferire competenze, impianti e forza lavoro dall’automotive verso un settore in forte espansione.
La trasformazione è ormai evidente: mentre l’auto tedesca riduce capacità produttiva e occupazione, la Difesa cerca tecnici, ingegneri e impianti. Audi prova così una soluzione temporanea che potrebbe diventare un modello per la riconversione industriale tedesca.










