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Ecco alcune reazioni internazionali all’operazione militare degli Stati Uniti in Venezuela.
ARGENTINA
Il presidente argentino, Javier Milei, con un post su X ha celebrato così la notizia della cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro e di sua moglie Celia: “Viva la Libertà”.
BRASILE
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha condannato con fermezza l’attacco militare degli Stati Uniti contro il Venezuela, definendolo una “gravissima offesa” alla sovranità del Paese e un “precedente estremamente pericoloso” per l’intera comunità internazionale. Secondo il capo dello Stato, l’operazione statunitense costituisce una palese violazione del diritto internazionale e apre la strada a “un mondo di violenza, caos e instabilità, in cui la legge del più forte finisce per prevalere sul multilateralismo”.
BOLIVIA
L’ex presidente boliviano Evo Morales ha condannato quello che definisce un “bombardamento degli Stati Uniti contro il Venezuela”, esprimendo solidarietà al popolo venezuelano: “Condanniamo con fermezza il bombardamento degli Usa contro il Venezuela. È una brutale aggressione imperialista che viola la sua sovranità”.
CINA
Un portavoce del ministero degli Esteri cinese: “La Cina è profondamente scioccata e condanna con forza il palese uso della forza da parte degli Stati Uniti contro uno Stato sovrano e il suo attacco al suo presidente. Questo atto egemonico da parte degli Stati Uniti viola gravemente il diritto internazionale, lede la sovranità del Venezuela e minaccia la pace e la sicurezza in America Latina e nei Caraibi”.
COLOMBIA
Il presidente della Colombia Gustavo Petro si esprime cosi su X: “Caracas è sotto bombardamento in questo momento. Allertate il mondo: il Venezuela è stato attaccato! Stanno bombardando con missili. L’Organizzazione degli Stati americani e l’Onu devono incontrarsi immediatamente”.
CUBA
Il ministro degli Esteri dell’Avana, Bruno Rodríguez, ha denunciato quello che ha definito un “attacco criminale” di Washington, sollecitando una reazione “urgente” della comunità internazionale.
FRANCIA
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot: “L’operazione militare che ha portato alla sua cattura viola il principio di non uso della forza, che è alla base del diritto internazionale”, ha scritto il ministro in un messaggio su Twitter: “La Francia ribadisce che nessuna soluzione politica duratura può essere imposta dall’esterno e che solo i popoli sovrani decidono del loro futuro”.
GERMANIA
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz: “La classificazione giuridica dell’intervento statunitense è complessa. Ci prenderemo il tempo necessario per valutarlo. In linea di principio, nei rapporti tra Stati devono valere i principi del diritto internazionale. Ora non deve sorgere alcuna instabilità politica in Venezuela. È necessario garantire una transizione ordinata verso un governo legittimato dalle elezioni”. Ha, poi, aggiunto: “Nicolas Maduro ha portato il suo Paese alla rovina. Le ultime elezioni sono state truccate. Come molti altri Stati nel mondo, non abbiamo quindi riconosciuto la presidenza. Maduro ha svolto un ruolo problematico nella regione, stringendo alleanze infelici in tutto il mondo e coinvolgendo il Venezuela nel traffico di droga”.
ITALIA
In una nota di palazzo Chigi, il Governo italiano esprime la propria valutazione dei fatti: “Coerentemente con la storica posizione dell’Italia, il Governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico”.
ONU
Il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres ha espresso preoccupazione per il fatto che “il diritto internazionale non sia stato rispettato” nella cattura del presidente venezuelano. L’operazione americana crea “un pericoloso precedente”.
RUSSIA
Il ministero degli Esteri russo ha fornito un resoconto di una conversazione telefonica avvenuta oggi tra il ministro russo Sergej Lavrov e il vicepresidente facente funzione della Repubblica bolivariana del Venezuela: “Sergej Lavrov ha espresso ferma solidarietà al popolo venezuelano di fronte all’aggressione armata”.
SPAGNA
Il premier Pedro Sanchez: “La Spagna non ha riconosciuto il regime di Maduro. Ma nemmeno riconoscerà un intervento che viola il diritto internazionale e spinge la regione a un orizzonte di incertezza e bellicismo. Chiediamo a tutti gli attori di pensare alla popolazione civile, di rispettare la Carta delle Nazioni Unite e di articolare una transizione giusta e dialogata”.



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