
Nel suo primo intervento ufficiale da presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez ha scelto un tono sorprendentemente conciliante nei confronti degli Stati Uniti. Rivolgendosi direttamente a Donald Trump, la leader venezuelana ha invitato Washington a “lavorare insieme”, auspicando una relazione bilaterale fondata su pace, rispetto e dialogo, e non sullo scontro armato. Un messaggio che segna una discontinuità rispetto alla linea dura dell’era Maduro, appena conclusa con la cattura del leader chavista.
La replica di Trump: “Il controllo è nostro”
La risposta del presidente statunitense non si è fatta attendere. Trump ha ribadito che “gli Stati Uniti hanno il controllo della situazione in Venezuela”, raffreddando le aperture di Caracas e lasciando intendere che la transizione politica non avverrà senza una forte supervisione americana. Un messaggio che suona come un avvertimento più che come un’apertura al dialogo.
Nuovo affondo contro la Colombia
Nel suo intervento, Trump ha anche rilanciato l’attacco contro la Colombia, definita come “governata da un uomo malato” e lasciando intendere che il presidente Gustavo Petro non resterà a lungo al potere. Un’escalation verbale che riaccende le tensioni regionali in America Latina.
Petro risponde: “Accuse false, non sono un narcotrafficante”
La replica di Petro è stata netta. Il presidente colombiano ha respinto con forza le accuse di Trump, bollando come false e infondate le insinuazioni che lo collegano al narcotraffico. Bogotá parla di dichiarazioni irresponsabili che minano la stabilità regionale e i rapporti diplomatici.
Anche la Groenlandia dice basta
Non solo America Latina. Le parole del presidente Usa hanno provocato reazioni anche in Europa del Nord. Il premier groenlandese Jens Frederik Nielsen ha risposto duramente alle nuove allusioni di Trump su una possibile annessione dell’isola: “Basta insinuazioni. Basta fantasie di annessione. Siamo aperti al dialogo, ma solo nel rispetto”, ha scritto, riaffermando la sovranità della Groenlandia. La vasta isola artica è sotto sovranità danese ma è dotata di ampia autonomia, ed è strategicamente centrale per rotte marittime e risorse naturali.



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