
L’Italia ha deciso di sospendere il rinnovo automatico del memorandum di cooperazione militare con Israele, segnando una svolta nei rapporti bilaterali. La scelta, maturata nelle ultime ore, è stata ufficializzata dalla premier Giorgia Meloni “in considerazione della situazione attuale”, con un chiaro riferimento all’escalation militare in Medio Oriente.
Un segnale politico a tel aviv
La decisione rappresenta un messaggio diretto al governo di Benjamin Netanyahu. Il memorandum, firmato nel 2003 e rinnovato più volte negli anni, costituisce la base della cooperazione militare tra i due Paesi, inclusi scambi tecnologici e industriali nel settore difesa.
Tel Aviv minimizza
Dal lato israeliano la reazione è stata prudente. Il ministero degli Esteri di Israele ha ridimensionato la portata della decisione, sostenendo che l’accordo “non ha mai avuto contenuti concreti” e che la sospensione non avrà impatti significativi sulla sicurezza.
Le tensioni crescenti tra gli alleati
La mossa italiana arriva dopo settimane di frizioni con Israele: dagli attacchi al contingente UNIFIL in Libano fino alle polemiche su restrizioni religiose e operazioni militari nella regione. Elementi che hanno reso politicamente difficile mantenere invariata la cooperazione.
Il ruolo dei ministri e la linea diplomatica
La decisione è stata condivisa con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa Guido Crosetto, che ha formalizzato lo stop con una comunicazione ufficiale al suo omologo israeliano Israel Katz. L’obiettivo: mantenere una linea di equilibrio senza compromettere la sicurezza nazionale.
Opposizioni: “scelta giusta ma tardiva”
Le opposizioni italiane accolgono la decisione con cautela. La segretaria del Pd Elly Schlein parla di passo giusto ma tardivo, chiedendo maggiore coerenza sulle politiche verso Israele. Il leader M5S Giuseppe Conte sottolinea il ritardo del governo, mentre altri partiti chiedono ulteriori misure, incluso il riconoscimento dello Stato palestinese.
Divisioni nella maggioranza e reazioni internazionali
All’interno della maggioranza, Matteo Salvini si dice favorevole ma senza entrare nel merito delle motivazioni. Intanto dall’estero arrivano segnali opposti: l’Iran elogia la posizione italiana, mentre l’opposizione israeliana guidata da Yair Lapid parla di fallimento politico del governo Netanyahu.
Una scelta reversibile
Fonti di governo sottolineano che la sospensione non è definitiva: l’Italia sarebbe pronta a riattivare l’accordo in presenza di un cambio di scenario politico o di un atteggiamento diverso da parte dell’esecutivo israeliano.
Equilibri geopolitici in evoluzione
La decisione di Roma si inserisce in un contesto più ampio di ridefinizione degli equilibri internazionali, tra guerra in Medio Oriente, pressioni dell’opinione pubblica e nuove dinamiche diplomatiche in Europa.








