Export italiano da record, ma le auto cinesi invadono il mercato: import triplicato oltre i 500 milioni

Il Made in Italy vola ai massimi storici con 61,7 miliardi di export a marzo 2026, trainato soprattutto da Germania e Francia. Ma mentre le esportazioni crescono, l’Italia aumenta sempre di più la dipendenza dalle auto prodotte in Cina: gli acquisti da Pechino sono esplosi del 252% in un anno e ora valgono oltre il 10% dell’import automobilistico totale.

Export italiano da record, ma le auto cinesi invadono il mercato

L’export italiano torna a correre e segna un nuovo record assoluto. A marzo 2026 le esportazioni hanno raggiunto quota 61,7 miliardi di euro, il valore mensile più alto mai registrato a prezzi correnti.

Secondo gli ultimi dati sul commercio estero, la crescita annua è stata del 7,4%, con un aumento che non riguarda solo il valore monetario ma anche i volumi reali delle merci esportate.

A trainare il balzo sono soprattutto i mercati europei, con Francia e Germania che tornano a rafforzare la domanda di prodotti italiani, sostenendo comparti chiave come meccanica, agroalimentare, lusso, farmaceutica e beni industriali.

Auto cinesi: boom senza precedenti in Italia

Se il Made in Italy festeggia, sul fronte delle importazioni emerge però un dato che sta cambiando gli equilibri del mercato automobilistico europeo.

Le importazioni di auto dalla Cina sono letteralmente esplose. In appena cinque anni si è passati da poche decine di milioni di euro al mese a oltre mezzo miliardo di euro di acquisti mensili.

Rispetto allo scorso anno, l’aumento supera il 252%, un’accelerazione legata soprattutto alla crescita dei veicoli elettrici e ibridi prodotti dai grandi gruppi cinesi.

Oggi le auto provenienti dalla Cina rappresentano oltre il 10% dell’intero import automobilistico italiano. Nei dati di marzo, Pechino è ormai dietro soltanto a Germania e Spagna come Paese fornitore di vetture per il mercato italiano.

La sfida elettrica che preoccupa l’Europa

Dietro questa crescita c’è il rapido avanzamento dell’industria automobilistica cinese, favorita da costi produttivi competitivi, forte sostegno pubblico e leadership globale nelle batterie.

Marchi come BYD, MG, Chery e Geely stanno aumentando rapidamente la loro presenza in Europa, mentre molti produttori occidentali affrontano rallentamenti produttivi e margini più bassi.

L’Unione Europea continua intanto a valutare nuove misure commerciali e possibili dazi sulle auto elettriche cinesi, accusate di beneficiare di sussidi statali considerati distorsivi della concorrenza.

Italia tra forza industriale e dipendenza estera

Il quadro che emerge è quello di un’Italia ancora fortissima nell’export manifatturiero, ma sempre più esposta alla competizione asiatica nei settori strategici della mobilità e della tecnologia.

Mentre il Made in Italy continua a crescere sui mercati internazionali, il boom delle importazioni dalla Cina mostra come gli equilibri industriali globali stiano cambiando rapidamente.

E il settore automotive rischia di diventare uno dei principali terreni di scontro economico tra Europa e Cina nei prossimi anni.

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