Ucraina, doppio canale diplomatico a Mosca: Putin respinge il piano di Kiev, mentre arrivano il capo della CIA e l’inviato del Papa

Il Cremlino boccia l’ipotesi di una zona economica speciale nei territori contesi e ribadisce che il Donbas è russo. Ma, nello stesso momento, Mosca ospita due interlocutori molto diversi: il direttore della CIA John Ratcliffe, in una visita non annunciata, e l’arcivescovo Paul Gallagher, inviato diplomatico di Papa Leone XIV. La diplomazia resta aperta, ma una vera svolta negoziale appare ancora lontana

Doppio canale diplomatico a Mosca

Il Cremlino ha respinto l'ipotesi di una zona economica franca nei territori contesi dell'Ucraina, proposta che secondo Kiev potrebbe rappresentare un possibile compromesso nei negoziati.

La risposta di Mosca è stata netta. Il portavoce Dmitry Peskov ha ribadito che il Donbas è considerato dalla Russia parte della Federazione Russa e che, di conseguenza, non sarebbe ipotizzabile affidarne la gestione a un Paese terzo.

È uno dei nodi più difficili di qualsiasi futuro accordo: territorio, sovranità e controllo delle aree occupate restano al centro dello scontro tra Mosca e Kiev.

Ma a Mosca arriva il capo della CIA

Mentre il Cremlino respinge il piano ucraino, a Mosca si apre un altro canale, molto più riservato.

Il direttore della CIA, John Ratcliffe, è arrivato nella capitale russa il 25 agosto per incontri con esponenti russi. La visita non era stata annunciata pubblicamente ed è la prima trasferta conosciuta di Ratcliffe in Russia da quando è diventato direttore dell'intelligence statunitense.

Washington non ha reso pubblico l'agenda dell'incontro, e né la CIA né il Cremlino hanno fornito dettagli sui colloqui. Tra i possibili dossier figurano quindi Ucraina, rapporti russo-americani e anche Iran.

Il Vaticano riapre un canale diretto con Lavrov

Quasi contemporaneamente, un'altra diplomazia è entrata in scena.

L'arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali della Santa Sede, ha incontrato a Mosca il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

Si tratta del primo incontro in presenza a questo livello tra Vaticano e Russia da circa cinque anni. Gallagher ha lanciato un messaggio inequivocabile: la guerra deve finire e il conflitto non può essere risolto con i soli mezzi militari.

La missione dell'inviato di Papa Leone XIV proseguirà fino al 28 agosto e punta soprattutto a mantenere aperto un canale diplomatico e umanitario con Mosca.

Mosca avverte anche la “Coalizione dei Volenterosi”

Sul fronte militare, Mosca ha ribadito che considera inaccettabile la presenza di contingenti militari dei Paesi NATO in Ucraina, in risposta alle iniziative della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, il gruppo di Paesi guidato soprattutto da Francia e Regno Unito che sta lavorando a future garanzie di sicurezza per Kiev.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha inoltre annunciato esercitazioni su larga scala della coalizione per ottobre e novembre, con l'obiettivo di dimostrarne la capacità operativa.

Per Mosca, però, qualsiasi ipotesi di dispiegamento di forze occidentali sul territorio ucraino resta una linea rossa.

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