Fmi, l'economia globale rischia una nuova crisi finanziaria

Christine Lagarde si è dichiarata in “ansia” per la crescita esponenziale del debito globale salito del 60% nel decennio successivo alla crisi finanziaria del 2008 fino a raggiungere il massimo storico di 182 trilioni di dollari

Fmi, l'economia globale rischia una nuova crisi finanziaria

L'economia mondiale è a rischio di un altro tracollo finanziario. L’avvertimento è del Fondo monetario internazionale, che evidenzia come il livello del debito globale sia ben al di sopra di quello registrato al momento della crisi del 2008 innescata dal fallimento della banca statunitense Lehman Brothers.

Molto – anche se non abbastanza secondo l’organizzazione con sede a Washington - è stato fatto per sostenere le riserve delle banche nell’ultimo decennio e per istituire una supervisione più rigorosa del settore finanziario. Ma il vertiginoso aumento dei prestiti da parte delle cosiddette “banche ombra” in Cina e l'incapacità di imporre severe restrizioni alle compagnie di assicurazione e ai gestori patrimoniali, che hanno fra le mani fondi per trilioni di dollari, sono evidenziati dall’Fmi come motivo di forte preoccupazione. Infatti, la crescita di banche globali come JP Morgan e la Banca commerciale della Cina su scala superiore a quella rilevata nel 2008 ripropone il dilemma “troppo grandi per fallire”.

Anticipando uno dei temi al centro dell'incontro annuale del Fondo - che si terrà la prossima settimana sull'isola indonesiana di Bali - il direttore generale Christine Lagarde si è dichiarata in “ansia” per la crescita esponenziale del debito globale, sia nel settore pubblico che in quello privato, salito del 60% nel decennio successivo alla crisi finanziaria del 2008 fino a raggiungere il massimo storico di 182 trilioni di dollari.

Per Lagarde l'accumulo del debito globale espone a rischi crescenti soprattutto le economie emergenti ora più vulnerabili in seguito all’incremento dei tassi di interesse negli Stati Uniti, che potrebbero innescare una consistente fuga degli investitori – attratti dai maggiori rendimenti offerti dalla prima economia al mondo - e destabilizzare le loro economie.

Il rapporto debito pubblico/Pil a livello mondiale è salito al 52%, a fronte del 36% registrato prima della crisi. "Questo dovrebbe servire come sveglia", ha detto Lagarde. Anche perché l’aumento dei prestiti alle imprese non ha determinato l’aumento della spesa in ricerca e sviluppo, tantomeno in investimenti infrastrutturali. Gli fa eco l'ex primo ministro britannico Gordon Brown, per il quale l'economia globale è "un sonnambulo in attesa di una crisi futura" con l’aggravante che ora "siamo in un mondo senza leader".

Fonte
quotedbusiness.com è una testata indipendente nata nel 2018 che guarda in particolare all'economia internazionale. Ma la libera informazione ha un costo, che non è sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità. Se apprezzi i nostri contenuti, il tuo aiuto, anche piccolo e senza vincolo, contribuirà a garantire l'indipendenza di quotedbusiness.com e farà la differenza per un'informazione di qualità. 'qb' sei anche tu. Grazie per il supporto

Articoli correlati

Ecco i primi 30 Paesi al mondo per livello di debito in rapporto al Pil

Ecco i primi 30 Paesi al mondo per livello di debito pubblico in rapporto al Pil

Finanza pubblica
quoted business

I numeri dei 5 paesi BRICS: il 23% del Pil globale, il 17% degli interscambi, e il 40% della popolazione mondiale

Xi Jinping ha ribadito che a suo parere l’ordine mondiale è ormai multipolare, aggiungendo che le sanzioni contro la Russia sono “arbitrarie” e “un boomerang”. Cosa unisce e cosa invece divide i 5 paesi. [continua ]

Global
Chi ha il Pil più grande tra Stati Uniti e Brics-Plus?

Chi ha il Pil più grande tra Stati Uniti e Brics-Plus?

Economia
Roubini: “Le banche centrali hanno sbagliato. Il mondo rischia di avvitarsi

Roubini: “Le banche centrali hanno sbagliato. Adesso il mondo rischia di avvitarsi”

Moneta & Mercati
Difesa, solo 7 paesi Nato su 30 raggiungono l’obiettivo di spesa del 2%

Difesa, solo 7 paesi Nato su 30 raggiungono l’obiettivo di spesa del 2% del Pil

Strategie & Regole

Le banche europee rischiano il contagio. Il problema non è solo il crollo del Credit Suisse

Interviene la Banca centrale elvetica per fermare l’agonia del paziente svizzero. Che poi di elvetico non ha più nulla: tra i primi sette soci, 3 sono arabi, 3 statunitensi e 1 britannico. La triste parabola di un’istituzione nata nel 1856 per finanziare i treni e finita a speculare. La questione centrale ora è: il disastro di Credit Suisse può contagiare le banche europee? La risposta è ‘sì’ anche perché il problema non riguarda soltanto l’esposizione diretta con il ‘malato svizzero’. [continua ]

Moneta & Mercati

Indicatori

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com