Il Covid-19 farà perdere 3 anni all’export dell’Italia

Rapporto Ice-Istat: la ripresa degli scambi mondiali nel 2021 sarà guidata dall’Asia. Cina in testa

Il Covid-19 farà perdere 3 anni all’export dell’Italia

Nel 2019 l’export italiano ha registrato una crescita del 2,3% e la bilancia commerciale un saldo positivo di 53 miliardi di euro.

La fotografia dello stato di salute dell’export italiano arriva dalla 34° edizione del Rapporto sul commercio estero “L'Italia nell’economia internazionale” realizzato dall’Agenzia Ice in collaborazione con Prometeia, Istat, Fondazione Masi, Università Bocconi e Politecnico di Milano.

2019: ottimo stato di salute

“I dati consuntivi confermano che nel 2019 l’export italiano godeva di un ottimo stato di salute - ha spiegato il presidente dell’Ice -. Aveva terminato l’anno con una crescita del 2,3% attestandosi a 476 mld e mantenuto la quota di mercato sul commercio mondiale stabile al 2,84%. Un risultato importante perché ottenuto in un periodo turbolento sui mercati mondiali, particolarmente per i Paesi europei stretti nella guerra commerciale Usa-Cina e confusi nell’incertezza su tempi e termini della Brexit”.

4 settori in crescita

La crescita ha riguardato, in particolare, il farmaceutico (+25,6%), le bevande (+ 6,8%), i prodotti del sistema moda (+ 6,2%), la metallurgia (+5,3%). Le vendite all’estero di macchine e apparecchi meccanici sono leggermente scese (-0.5%), ma il settore continua a contribuire con oltre 50 mld alla formazione dell’avanzo commerciale.

Mercati: intesta Giappone e Svizzera

Dal punto di vista dei mercati, inoltre, l’incremento ha riguardato principalmente il Giappone (+19,7%), anche grazie all’accordo di libero scambio con l’Ue in vigore da febbraio 2019, e la Svizzera (+16,6%). Anche verso gli Stati Uniti l’export italiano è cresciuto (+7,5%), nonostante i dazi imposti a fine 2019 su alcune categorie di merci.

L’export dell’Italia tornerà ai livelli del 2019 solo nel 2022

Ad aprile Ice stimava, su dati Prometeia, una flessione dell’export italiano di beni nell’ordine del 12% quest’anno, per poi crescere del 7,4% nel 2021 e del 5,2% nel 2022. In questo quadro, l’export dell’Italia tornerà ai livelli del 2019 solo nel 2022.

Ripresa: il ruolo dei paesi asiatici

La ripresa degli scambi globali nel 2021 sarà guidata dai paesi asiatici emergenti, Cina in testa. Il maggiore utilizzo dell’e-commerce, in questi Paesi, potrebbe diventare strutturale, agendo da volano per gli scambi.

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