Russia, il sostegno della Cina non sarà sufficiente

L’Ue è ancora il principale partner commerciale della Russia, in realtà molte volte più grande della Cina. Le cose potrebbero cambiare nel medio periodo, ma potrebbe essere troppo tardi per Mosca

Russia, il sostegno della Cina non sarà sufficiente

Mosca può davvero contare sulla Cina come partner commerciale? La sostituzione dell’import-export può funzionare in questo caso? Sebbene il commercio tra l’Ue e la Federazione abbia perso vigore dalle sanzioni imposte a Mosca nel 2014 in seguito all’annessione della Crimea, l’Ue è ancora il principale partner commerciale della Russia, ben più di quanto lo sia la Cina.

L'accordo strategico Russia-Cina raggiunto a Pechino durante le recenti Olimpiadi invernali può probabilmente aiutare ad alleviare parte della pressione delle sanzioni sul paese più esteso al mondo. Tuttavia, questa è davvero una goccia nell’oceano rispetto alle importazioni europee di gas. La domanda, quindi, è quanto sarebbe facile per Mosca spostare le esportazioni di gas dall’Europa alla Cina?

In generale, il perno del gas naturale della Russia verso Est potrebbe vedere gli acquirenti europei competere con la Cina quando il nuovo gasdotto concordato con Pechino (Power of Siberia 2) che collega i giacimenti di gas ai nuovi mercati di esportazione entrerà in funzione. Ma non è qualcosa di fattibile nel breve periodo, visto che le attuali esportazioni di gas dalla Federazione alla Cina attraverso l’esistente gasdotto Power of Siberia 1 sono alimentate da giacimenti di gas localizzati nella Siberia orientale. La realtà attuale è che l’83% della fornitura totale di gas di Gazprom è sbarcato in Europa a partire dal 2020.

Rispetto al medio periodo, quando Power of Siberia II diventerà realtà, i mercati globali del gas potrebbero effettivamente apparire molto diversi da quelli odierni. In effetti, i prezzi del gas dovrebbero rimanere elevati fino al 2024. A partire dall’anno successivo, grandi forniture aggiuntive di gas naturale liquefatto saranno aggiunte (anche in virtù della rilevante espansione del North Field del Qatar), allentando significativamente la pressione sul mercato.

Inoltre, la decarbonizzazione nell’Ue dovrebbe essere a buon punto, con una quota minore di gas nel paniere energetico. Ciò ridurrà il potere di mercato della Russia. In altri termini, sostituire l’export dall’Ue verso la Cina per mitigare i problemi con l’Occidente non sarà una panacea per Mosca.

Le importazioni europee di gas sono troppo consistenti e non possono essere immediatamente sostituite dalla Cina, innanzitutto perché le infrastrutture (gasdotti) attuali non lo consentono. Quando invece il progetto di Putin diventerà realtà potrebbe essere troppo tardi, visto che la fornitura di gas a livello globale crescerà e la domanda complessiva da parte delle economie avanzate si ridurrà, specialmente dall’Ue che ha virato verso la via della decarbonizzazione.

E se anche la Russia diventasse un grande esportatore di grano e gas verso il paese più popoloso al mondo, ciò renderà l’economia della Federazione dipendente da Pechino. Non suona davvero come un piano perfetto.

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