Il mondo islamico si infiamma

Sunniti e sciiti protestano nelle piazze: “Statunitensi responsabili”. Biden vede Netanyahu: “Con il sostegno Usa, oggi Israele è più forte che mai. Ma non fate vincere la rabbia”. Il generale Petraeus: “In Iraq noi sbagliammo, serve un piano per il dopo-Hamas”

Il mondo islamico si infiamma

Si registrano ovunque manifestazioni contro la “punizione collettiva” dei civili di Gaza. Manifestano a migliaia in Tunisia, Giordania, Marocco, Iraq e Libia. Spari a Ramallah. Evacuate le ambasciate israeliane in Egitto e Marocco, Al Sisi rifiuta l'esodo palestinese. Scontri a Beirut nel “giorno della rabbia” voluto da Hezbollah.

Il 7 ottobre è stato il vostro 11 settembre, non si può vedere quel che è successo qui e non urlare”, ha detto il presidente statunitense che poi scagiona Israele per la strage all’ospedale di Gaza e strappa, in occasione della sua visita in Israele un primo accordo per gli aiuti umanitari nella Striscia.

Intanto l’ex direttore della Cia David Petraeus, rispondendo alle domande di una tavola rotonda organizzata da Foreign Policy sul suo nuovo libro, “Conflict” (come riporta Repubblica) avverte: “L’azione militare contro Hamas è necessaria, ma non sarà sufficiente. I politici devono accompagnarla con una visione per il dopo, come quando la guerra del 1973 portò alla pace con l’Egitto. Altrimenti i terroristi torneranno”. Poi Petraeus ricorda: “In Iraq noi sbagliammo”.

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