Kabul si arrende ai talebani. Rinasce l’Emirato islamico. Il tragico errore degli Usa

Numerosi media occidentali attaccano Joe Biden che, a sua volta, punta l’indice contro l’esercito afgano (addestrato per 20 anni da Washington e dalla Nato a suon di mld di dollari) incapace di reagire. Il ruolo di Russia, Cina, Turchia e India

Kabul si arrende. Rinasce l’Emirato islamico. Il tragico errore degli Usa

Kabul è nelle mani dei talebani che hanno annunciato la rinascita dell’Emirato Islamico come testimoniato dalla bandiera bianca che sventola sul pennone del palazzo presidenziale. L’Afghanistan è così definitivamente tornato nella morsa degli insorti.

Il presidente Ashraf Ghani è fuggito per evitare (secondo lui) “un bagno di sangue”. “I talebani hanno vinto”, ha spiegato in una dichiarazione pubblicata su Facebook, aggiungendo che Kabul sarebbe stata distrutta “se fosse rimasto nel Paese”.

La realtà è che l’avanzata talebana è stata senza ostacoli, un coltello nel burro di uno Stato afghano che non c’era. Ed è su questo punto che sale lo scontro e il risentimento verso Washington. Biden ha spiegato (in una apparente contraddizione) che l’esercito afgano, addestrato per venti anni principalmente dagli stessi Usa, si è rivelato incapace di difendere la popolazione. Un modo quantomeno frettoloso di liquidare la scottante vicenda.

Numerosi media occidentali intanto azzardano un paragone tra Saigon e Kabul per argomentare un’altra sconfitta americana. Sulla Casa Bianca aleggia infatti il fantasma del Vietnam. E risuonano le parole pronunciate da Biden appena qualche settimana fa, quando disse: “Non ci sarà nessuna circostanza in cui vedrete persone sollevate dal tetto dell'ambasciata degli Stati Uniti in Afghanistan”. È in realtà quanto sta puntualmente accadendo. E la fuga dalla lunga guerra diviene così un segno indelebile sulla sua biografia perché ora è visibile a tutti quanto sia grave la ritirata americana, un tragico errore che ha rimesso in moto un risiko globale.

Da parte sua, la Cina (che già a fine luglio aveva ospitato una delegazione talebana) dice di non voler inviare propri soldati in Afghanistan, ma Pechino sarebbe pronta a partecipare alla ricostruzione del Paese. Mentre la Russia ha lasciato aperta l’Ambasciata nella capitale.

C’è poi da decodificare il ruolo di Turchia, India, Pakistan e Iran. Tra rilevanti aspetti economici e politici, l’Afghanistan è di nuovo il crocevia di interessi di mezzo mondo, che ora finge di mostrarsi (tardivamente) preoccupato per le sorti della popolazione e delle donne afgane. E come mai la condizione femminile in Arabia Saudita, paese alleato degli Usa, non appassiona nessuno?

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