
Il governo italiano proroga fino al 5 settembre 2026 il taglio di 17 centesimi al litro sulle accise del gasolio, con l'obiettivo di attenuare l'impatto del caro-carburanti durante gli ultimi giorni dell'esodo estivo. La misura vale circa 130 milioni di euro.
Per capire la portata dell'intervento, il taglio di 17 centesimi comprende una riduzione dell'accisa di 14 centesimi, alla quale si aggiunge l'effetto dell'Iva al 22%. La misura era già stata introdotta a fine luglio e più volte prorogata.
Dopo il 5 settembre cambierà la strategia
La proroga non dovrebbe rappresentare una soluzione strutturale. Il governo Meloni ha annunciato che utilizzerà gli ultimi giorni di sconto per definire nuovi sostegni contro il caro carburante, questa volta selettivi e legati al reddito.
L'obiettivo dichiarato è concentrare le risorse sulle famiglie più vulnerabili, sul ceto medio e sulle attività economiche maggiormente esposte all'aumento dei costi energetici.
Il nodo delle coperture
Per finanziare il nuovo intervento il governo ricorre anche a un meccanismo di acconto fiscale sui dividendi distribuiti dai grandi gruppi energetici, che dovrebbe generare gettito immediato e successivamente un corrispondente credito d'imposta per le società interessate.
È una soluzione diversa dalle ipotesi di tassazione degli extraprofitti che continuano a dividere la maggioranza. Lega e Forza Italia restano infatti su posizioni differenti sulla possibilità di chiedere un contributo straordinario al settore finanziario ed energetico.







