
Nel secondo trimestre 2026 la pressione fiscale è salita al 43,5%, 0,5 punti in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato arriva mentre il reddito disponibile delle famiglie cresce appena dello 0,4%, contro un aumento dei consumi dell’1,7%.
Potere d’acquisto e risparmi in calo
L’effetto è immediato: il potere d’acquisto delle famiglie diminuisce dello 0,9% e la propensione al risparmio scende al 6,7%, 1,2 punti in meno rispetto al trimestre precedente. Una combinazione che segnala quanto l’aumento dei consumi stia comprimendo la capacità di risparmio.
Pil +0,2%, deficit al 2%
Sul fronte macroeconomico, il Pil è cresciuto dello 0,2% su base trimestrale e dell’1% su base annua, mentre la variazione acquisita per il 2026 è già dello 0,8%. L’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è sceso al 2% del Pil, dal 2,1% di un anno prima.
Manovra 2027: il vero problema sono le coperture
Il governo deve però finanziare una lunga lista di interventi: dal possibile taglio dell’Irpef fino a 60.000 euro alla flat tax per i giovani, dalle pensioni anticipate a 64 anni al rinnovo degli incentivi alle assunzioni e alle risorse per la sanità. Solo l’estensione dell’aliquota Irpef al 33% fino a 60.000 euro vale circa 2,5-2,6 miliardi, mentre la pensione anticipata a 64 anni ne richiederebbe circa 1,6.
Il nodo Bruxelles
Il margine di manovra per il 2027 è considerato molto limitato. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sarà a Bruxelles per Eurogruppo ed Ecofin, mentre a metà ottobre è atteso il Documento programmatico di bilancio.





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