Germania, perché l’Est vota AfD? Il divario economico si riduce, ma crescono le disuguaglianze

Dalla riunificazione del 1990, la Germania orientale ha recuperato terreno rispetto all’Ovest. Ma salari più bassi, minore ricchezza familiare e la crisi del modello industriale alimentano il malcontento. E il successo dell’ultradestra non si spiega soltanto con l’economia.

Germania, perché l’Est vota AfD?

L’Alternative für Deutschland (AfD), partito tedesco di destra radicale, ha conquistato un consenso crescente nei Länder orientali. Il 6 settembre 2026 ha ottenuto un risultato storico in Sassonia-Anhalt, senza però raggiungere la maggioranza assoluta necessaria per governare da sola.

Il divario economico si è ridotto

Dopo la riunificazione, il PIL pro capite dell’Est è cresciuto sensibilmente rispetto a quello dell’Ovest. Secondo l’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica, escludendo Berlino, il rapporto è passato dal 33% del 1991 a oltre il 70% negli anni più recenti.

Anche il mercato del lavoro si è avvicinato: nel 2025 il tasso di occupazione era ormai comparabile, mentre la disoccupazione restava leggermente più alta nell’Est. Il divario, quindi, non è scomparso, ma non basta da solo a spiegare il consenso elettorale.

Il nodo della ricchezza e delle opportunità

Le differenze restano più marcate nella ricchezza accumulata dalle famiglie, nella presenza di grandi imprese e nelle opportunità di carriera ai vertici aziendali. Secondo Reuters, nel 2023 il patrimonio netto medio delle famiglie dell’Est, includendo Berlino, era di circa 125.500 euro: il 49% dei 257.100 euro registrati nell’Ovest.

La crisi industriale pesa sulla fiducia

Il modello economico tedesco, fondato in larga parte sull’industria manifatturiera e sulle esportazioni, è sotto pressione per la concorrenza cinese, i costi energetici e le trasformazioni del settore automobilistico.

La stagnazione degli ultimi anni ha alimentato l’incertezza occupazionale. Il governo tedesco ha recentemente rivisto al rialzo le previsioni di crescita per il 2026, ma la ripresa deve ancora consolidarsi e non elimina le difficoltà strutturali.

Identità, memoria e distanza politica

Il consenso di AfD nell’Est riflette anche fattori culturali e storici: l’identità formatasi nella ex Germania socialista, il senso di essere rimasti ai margini delle posizioni di potere e le differenze nella memoria della storia tedesca. A questi elementi si aggiungono il dibattito sull’immigrazione e la sfiducia nei partiti tradizionali.

Il confronto con il Mezzogiorno italiano

Il paragone con l’Italia è significativo. Secondo l’analisi dell’Università Cattolica, il PIL pro capite del Mezzogiorno è oggi circa il 55% di quello del Centro-Nord, contro un rapporto superiore al 70% tra Est e Ovest tedeschi.

La convergenza economica tedesca, pur incompleta, è stata più rapida. La lezione è che la crescita può ridurre le disparità, ma non cancella automaticamente le differenze di ricchezza, rappresentanza e identità.

Il successo di AfD non è soltanto una protesta economica: è il risultato di un intreccio di insicurezza, trasformazioni industriali, fattori culturali e sfiducia politica.

Fonte
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