Chi ha preso l’agenda rossa di Borsellino? E dov’è ora?

Mafia, Servizi segreti, P2, terrorismo di destra, Dell’Utri: la ragnatela che tra gli ’80 e ’90 ha eliminato uno ad uno tutti coloro che avrebbero potuto rivelare qualcosa di ‘irraccontabile’. A cominciare da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Chi ha preso l’agenda rossa di Borsellino? E dov’è ora?

Il nostro Paese ha più di qualche mistero ancora irrisolto. Torniamo a parlare di Paolo Borsellino. La strage di via D’Amelio fu un attentato di stampo terroristico - mafioso avvenuto in Italia il 19 luglio 1992, una domenica, all'altezza del civico 21 di via Mariano D'Amelio a Palermo, nel quale persero la vita il magistrato italiano Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Nonostante numerosi processi la verità non è ancora oggi nota. Ma un’inchiesta di Report aggiunge qualche tassello importante. Secondo il procuratore di Palermo Roberto Scarpinato, uno dei numerosi processi sulla strage ha evidenziato che in via D’Amelio poco dopo la deflagrazione, e prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, alcuni agenti dei Servizi segreti, disinteressandosi dei feriti, prelevarono la famosa agenda rossa e la borsa del giudice.

Poi, il pentito Salvatore Baiardo, che ha gestito la latitanza dei fratelli Graviano (accusati di essere gli organizzatori della strage), ha rivelato di aver visto con i propri occhi l’agenda del magistrato e che ne sono state fatte diverse copie. Chissà che una di queste non salti fuori quando qualcuno deciderà che i tempi saranno maturi per la cattura di Matteo Messina Denaro.

Fonte
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