
I colpi sono risuonati nel silenzio di un quartiere residenziale nel nord-ovest di Mosca. Un uomo armato ha sparato alle spalle al generale Vladimir Alekseyev, numero due dell’intelligence militare russa (GRU), sulle scale del suo palazzo. L’attentatore è riuscito a fuggire, forse ripreso dalle telecamere di sorveglianza. La caccia all’uomo è in corso.
Condizioni critiche e coma farmacologico
Secondo fonti investigative, Alekseyev, 64 anni, è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza e si trova in coma farmacologico, con prognosi riservata. L’episodio ha scioccato i residenti della zona, molti dei quali ignoravano che alti ufficiali dell’intelligence abitassero nello stabile.
Accuse di Mosca: “Kiev vuole far saltare la pace”
Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha puntato subito il dito contro l’Ucraina, accusando il governo di Volodymyr Zelensky di voler sabotare il fragile processo negoziale in corso. “Una provocazione deliberata per interrompere il dialogo”, ha dichiarato, in una fase in cui i colloqui trilaterali Russia-Ucraina-USA avevano mostrato segnali di apertura.
Kiev non rivendica, ma l’ombra delle operazioni clandestine
Da Kiev nessun commento ufficiale. Ma il comandante del reggimento Azov, Denys Prokopenko, ha pubblicato un messaggio ambiguo: “Nessun criminale di guerra si sentirà mai al sicuro.” Una frase che non rivendica l’azione ma richiama la strategia ucraina di colpire figure chiave nelle retrovie russe, già emersa in passato con sabotaggi, droni e assassinii mirati.
Un personaggio chiave e controverso
Alekseyev è una figura centrale nei dossier più sensibili della guerra: ha partecipato ai negoziati del 2022 su Mariupol; è accusato dagli ucraini di aver violato accordi sulla resa dell’Azovstal; era caduto in disgrazia durante la crisi del gruppo Wagner e il tentato ammutinamento di Prigozhin. Il suo nome è legato alle operazioni più segrete del conflitto e alla strategia di intelligence russa.
Sicurezza sotto accusa nel cuore del Cremlino
L’attacco ha sollevato interrogativi clamorosi sulla sicurezza interna della Russia. Blogger militari e analisti pro-Cremlino si chiedono come un uomo armato sia riuscito ad arrivare fino al pianerottolo di uno dei vertici del GRU senza essere intercettato. Il tentato assassinio è visto come un fallimento dei servizi di sicurezza russi, già criticati per le infiltrazioni ucraine nelle retrovie.
Un segnale geopolitico nel momento più delicato
La tempistica è esplosiva: l’attentato arriva all’indomani di colloqui diplomatici che avevano mostrato un cauto progresso. Per molti osservatori, l’episodio potrebbe raffreddare i negoziati e alimentare una nuova escalation, con conseguenze su sanzioni, mercati energetici e stabilità globale.








