L’Iran può essere eliminato in una notte e potrebbe accadere martedì notte.
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La diplomazia ha tentato un passo avanti per fermare, o quantomeno congelare, la guerra del Golfo, ma il filo rischia di spezzarsi da un momento all’altro. La novità è che i mediatori hanno presentato il cosiddetto “accordo di Islamabad”: una tregua di 45 giorni che consenta un negoziato su tutto il resto, compreso lo sblocco di Hormuz. Un “passo importante ma non sufficiente”, è stata la reazione di Donald Trump, a cui è seguita una nuova minaccia agli ayatollah: “L’Iran può essere eliminato in una notte e potrebbe accadere martedì notte”, ossia la data del nuovo e “definitivo” ultimatum posto dal tycoon al regime perché accetti un accordo. Teheran però ha respinto l'ipotesi di cessate il fuoco temporaneo, mettendo sul tavolo un contropiano in 10 punti che miri innanzitutto alla cessazione definitiva delle ostilità. Proposte accompagnate da un nuovo messaggio della Guida Suprema Mojtaba Khamenei all’insegna della resistenza: “I crimini e le uccisioni non ci scalfiranno”.









