
L’Iran ha consegnato ai mediatori pakistani la risposta ufficiale al memorandum americano, chiedendo prima di tutto la cessazione immediata delle ostilità e il ripristino della sicurezza nello Stretto di Hormuz, snodo strategico da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale.
Solo dopo, secondo Teheran, si potrà discutere di nucleare, sanzioni e rapporti diplomatici con Washington.
Trump attacca: “Totalmente inaccettabile”
La replica della Casa Bianca è arrivata direttamente da Donald Trump, che ha definito la proposta iraniana “totalmente inaccettabile”.
Il presidente americano continua a mantenere una linea durissima sul dossier nucleare: Washington pretende la consegna delle scorte di uranio arricchito, la chiusura di alcuni impianti strategici e la sospensione dell’arricchimento per almeno vent’anni.
Secondo fonti diplomatiche, il vero nodo resta proprio qui: Iran e Stati Uniti continuano ad avere posizioni considerate “massimaliste”.
Hormuz al centro della crisi globale
La tensione sullo Stretto di Hormuz continua intanto a scuotere i mercati energetici internazionali.
L’Iran ha minacciato ritorsioni contro eventuali missioni navali occidentali nell’area, mentre petrolio, assicurazioni marittime e costi logistici restano sotto pressione.
La crisi sta già colpendo Europa e Asia, fortemente dipendenti dalle rotte energetiche del Golfo Persico.
Netanyahu alza ulteriormente il livello dello scontro
A complicare il quadro ci sono anche le dichiarazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha chiesto lo smantellamento completo del programma nucleare iraniano e dei gruppi armati alleati di Teheran nella regione.
Israele continua a considerare il nucleare iraniano una minaccia esistenziale e spinge per una linea di massima pressione.
Xi Jinping osserva: la Cina può diventare decisiva
Gli occhi della diplomazia internazionale sono ora puntati sul prossimo incontro tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino.
La Cina resta il principale partner economico dell’Iran e uno dei Paesi più esposti a un eventuale blocco prolungato di Hormuz. Secondo diversi analisti, Pechino potrebbe avere un ruolo chiave nel convincere Teheran a fare concessioni.
Il segnale interno dell’Iran
Nel pieno della crisi, Teheran ha rilasciato temporaneamente la Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi per motivi di salute.
Una mossa interpretata da molti osservatori come un tentativo del regime di alleggerire le pressioni internazionali mentre i negoziati restano congelati.








