
Keir Starmer avrebbe già individuato il prossimo obiettivo della sua carriera politica: la guida della Nato.
Secondo quanto rivelato dal suo biografo e amico Tom Baldwin sulle colonne dell’Observer, il premier britannico starebbe valutando la candidatura al ruolo di segretario generale dell’Alleanza Atlantica quando scadrà il mandato di Mark Rutte nel 2028.
Una prospettiva che cambierebbe il destino politico annunciato dallo stesso Starmer, che in passato aveva lasciato intendere di voler tornare tra i banchi del Parlamento dopo l’esperienza a Downing Street.
Il tempismo non è casuale
La rivelazione arriva alla vigilia del vertice Nato di Ankara del 7-8 luglio, appuntamento cruciale per il futuro della sicurezza europea e per il rafforzamento della spesa militare degli alleati.
Starmer ha annunciato che il Regno Unito presenterà proprio prima del summit un piano decennale di investimenti per la Difesa, nonostante le tensioni interne al governo sulla strategia militare.
L’obiettivo sarebbe consolidare l’immagine del Regno Unito come pilastro della sicurezza euro-atlantica.
Il dossier Difesa e il nuovo corso britannico
Il governo laburista è sotto pressione per accelerare il riarmo. L’ex ministro della Difesa John Healey si era dimesso criticando un livello di investimenti considerato insufficiente rispetto alle nuove minacce globali.
Il successore Dan Jarvis ha ottenuto un incremento di circa un miliardo di sterline per rafforzare il settore.
La linea di Starmer punta quindi a costruire una vera “eredità strategica”: più spesa militare, più cooperazione internazionale e un ruolo britannico centrale nella Nato post-guerra in Ucraina.
Il fattore Ucraina: il rapporto con Zelensky
Uno dei principali punti di forza di Starmer è il rapporto stretto con Volodymyr Zelensky.
Londra ha confermato un sostegno finanziario a Kiev di circa 3 miliardi di sterline l’anno fino al 2030-2031 e oltre, mentre Regno Unito e Ucraina stanno lavorando a una cooperazione industriale nel settore della difesa.
Gli accordi prevedono sviluppo di droni, missili e tecnologie avanzate, con l’obiettivo di trasformare l’Ucraina in un partner tecnologico strategico per la sicurezza europea.
La partita per il vertice Nato
Se la candidatura venisse confermata, Starmer arriverebbe alla corsa per la guida dell’Alleanza forte di un messaggio preciso: il Regno Unito come ponte tra Europa e Stati Uniti e garante della sicurezza occidentale.
Ma la partita non sarà semplice: la nomina del segretario generale Nato richiede consenso tra tutti gli alleati e il futuro equilibrio politico dell’Alleanza dipenderà anche dall’esito della guerra in Ucraina, dalle relazioni transatlantiche e dal ruolo degli Stati Uniti.









