
Berlino si risveglia ancora una volta sotto shock. Dopo il violento attentato che ha colpito il Christopher Street Day (CSD), una delle più grandi manifestazioni LGBTQ+ d'Europa, la polizia tedesca ha ucciso il presunto autore dell'attacco durante un'operazione nel quartiere di Spandau, dopo che il giovane avrebbe aggredito gli agenti con un coltello.
Il bilancio resta drammatico: una vittima e 29 feriti, fortunatamente nessuno dei quali sarebbe più in pericolo di vita. Secondo le autorità, il sospettato, un cittadino tedesco di 21 anni con origini libanesi, era già noto agli investigatori per presunti contatti con ambienti dell'estremismo islamista e per simpatie nei confronti dell'ISIS.
La pista del terrorismo islamista
Le indagini della Procura federale e della polizia antiterrorismo proseguono per accertare eventuali complicità e ricostruire il percorso di radicalizzazione del giovane. L'episodio si inserisce in un contesto di crescente allerta in Germania, dove negli ultimi anni le autorità hanno più volte segnalato l'aumento del rischio legato all'estremismo jihadista e alla propaganda diffusa online.
Merz: "Non ci faremo intimidire"
Il cancelliere Friedrich Merz, recatosi sul luogo della tragedia, ha invitato il Paese a non cedere alla paura, ribadendo che terrorismo e violenza non riusciranno a compromettere i valori di libertà e democrazia della Germania. L'attentato riporta inoltre al centro del dibattito politico i temi della sicurezza, questione destinata a pesare anche sul confronto politico.
A due mesi dalle elezioni in Sassonia-Anhalt, dove l'estrema destra dell'AfD svetta nei sondaggi con più del 40%, torna in auge il tema dell' immigrazione, cavallo di battaglia della compagine guidata da Alice Weidel e Tino Chrupalla che parla di "remigrazione" e chiede controlli serrati alle frontiere.



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