
Nuovo elemento nell’indagine sul tentato attacco all’aeroporto di Lipsia/Halle, in Germania. Secondo Bild e le emittenti pubbliche tedesche ARD, NDR e WDR, uno dei due sospettati individuati dagli investigatori sarebbe un cittadino bielorusso in possesso anche di un passaporto russo. L'uomo sarebbe entrato nell’area Schengen utilizzando un visto turistico rilasciato dall’Italia.
Due sospettati con legami con la Russia
Gli investigatori tedeschi stanno concentrando l’attenzione su due uomini.
Oltre a quello in possesso del visto italiano, l’altro sarebbe nato in Russia e avrebbe un passaporto lettone. Secondo le ricostruzioni dei media tedeschi avrebbe avuto un ruolo logistico nella preparazione dell’operazione e avrebbe possibili collegamenti con l'intelligence russa.
Il drone con esplosivo vicino a un aereo ucraino
L'episodio risale al 4 agosto 2026, quando un drone carico di esplosivo fu individuato nei pressi di un aereo cargo ucraino all’aeroporto di Lipsia/Halle.
L'ordigno non esplose, evitando vittime, ma l'episodio ha assunto un peso enorme sul piano della sicurezza europea. Lo scalo tedesco è infatti un importante centro logistico e svolge un ruolo anche nelle attività di supporto all’Ucraina.
Berlino accusa Mosca
Il governo tedesco ha formalmente attribuito alla Russia la responsabilità del tentato attacco, definendolo parte delle attività di guerra ibrida condotte da Mosca contro i Paesi europei.
La Germania ha reagito con misure diplomatiche contro la Russia, tra cui la chiusura del consolato russo di Bonn e lo stop all'accordo che consentiva le attività della Russian House di Berlino. Mosca ha respinto le accuse, definendole infondate e politicamente motivate.
L’Europa valuta nuove restrizioni sui visti
Il caso arriva mentre Bruxelles discute un ulteriore irrigidimento della politica europea nei confronti dei cittadini russi. Dopo l'attacco di Lipsia, diversi governi europei stanno spingendo per nuove restrizioni sui visti turistici e per ulteriori sanzioni contro persone ritenute legate alle operazioni russe. Il tema è stato al centro della riunione informale dei ministri degli Esteri dell'UE in Irlanda.
Il problema diventa europeo
Il punto più delicato non riguarda quindi soltanto l’Italia. Un visto Schengen rilasciato da uno Stato membro consente infatti, nel rispetto delle regole previste, di viaggiare nell'intera area Schengen. Se le ricostruzioni tedesche saranno confermate, l'inchiesta potrebbe trasformarsi in un test per il sistema europeo di controllo dei visti, dello scambio di informazioni e della cooperazione tra intelligence nazionali.








