
L’Africa non è piccola come appare su molte delle mappe che utilizziamo quotidianamente. È la proiezione cartografica a deformarne la percezione. Per questo l’Assemblea generale dell’ONU ha approvato il 4 settembre la risoluzione “Correct the Map”, presentata dal Togo a nome del Gruppo africano e sostenuta dall’Unione africana.
Il risultato del voto è stato schiacciante: 164 Paesi favorevoli, uno contrario – gli Stati Uniti – e sei astensioni. La risoluzione non vieta le mappe tradizionali, ma invita governi, istituzioni internazionali, scuole e piattaforme tecnologiche a utilizzare, quando il confronto delle superfici è importante, proiezioni più accurate.
IL PROBLEMA DELLA PROIEZIONE DI MERCATORE
Al centro della questione c’è la proiezione di Mercatore, elaborata nel XVI secolo soprattutto per la navigazione. Il suo grande vantaggio è la capacità di rappresentare correttamente direzioni e rotte, ma ha un limite importante: deforma le dimensioni delle superfici, soprattutto alle alte latitudini.
Il risultato è che Groenlandia, Europa e Nord America possono apparire visivamente molto più grandi rispetto alle loro dimensioni reali, mentre Africa e altre regioni vicine all’Equatore risultano fortemente ridimensionate. In realtà, l’Africa è circa 14 volte più grande della Groenlandia.
LA PROPOSTA: EQUAL EARTH
Tra le proiezioni indicate per una rappresentazione più fedele c’è Equal Earth, sviluppata nel 2018 proprio per mantenere corrette le proporzioni relative delle superfici continentali.
La differenza è soprattutto visiva: l’Africa torna ad avere sulla carta un peso proporzionato alla sua reale estensione, così come America Latina, Asia meridionale e altre aree del pianeta sottorappresentate dalle proiezioni convenzionali.
“NON È SOLO UNA QUESTIONE DI MAPPE”
Per Mahmoud Ali Youssouf, presidente della Commissione dell’Unione africana, l’approvazione rappresenta un passo verso una rappresentazione geografica fondata su criteri scientifici e dati oggettivi. L’Unione africana ha sottolineato anche l’importanza dell’iniziativa per scuole, editoria, istituzioni e strumenti digitali.
La questione, dunque, va oltre la cartografia: le mappe contribuiscono a costruire la nostra percezione delle dimensioni, del peso e dell’importanza delle diverse regioni del mondo.
UNA SVOLTA SIMBOLICA, MA NON LA FINE DI MERCATORE
La risoluzione dell’ONU non è giuridicamente vincolante e Mercatore continuerà a essere utilizzata, soprattutto dove la rappresentazione delle direzioni e delle rotte è funzionale alla navigazione.
La vera novità è quindi culturale ed educativa: quando l’obiettivo è confrontare le dimensioni dei territori, l’ONU chiede di utilizzare rappresentazioni che non alterino così profondamente la percezione delle superfici.
La mappa del mondo, insomma, non cambia la geografia. Cambia il modo in cui la guardiamo.








