Droni russi contro Italia, Francia e Spagna? L’allarme scuote l’Europa, ma Roma frena

Secondo El Mundo, l’intelligence statunitense avrebbe segnalato a diversi governi europei un possibile piano russo per utilizzare droni Gerbera lanciati da navi nel Mediterraneo. Italia e Francia smentiscono però l’esistenza di un allarme operativo. Intanto aumentano gli episodi sul fianco orientale della NATO.

Droni russi contro Italia, Francia e Spagna?

La notizia ha rapidamente alzato il livello di attenzione in Europa: secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo El Mundo, citando fonti vicine al governo lituano, la Russia starebbe valutando la possibilità di utilizzare droni lanciati dal mare contro obiettivi in Italia, Francia o Spagna.

L’informazione sarebbe stata raccolta dall’intelligence statunitense e condivisa con alcuni governi europei. Il possibile scenario, tuttavia, non risulta pubblicamente confermato come un piano operativo.

Roma: nessuna conferma

Il ministro italiano della Difesa Guido Crosetto ha invitato alla cautela, affermando che l’allarme rilanciato dalla stampa spagnola non trova conferme e che non serve «ulteriore benzina sul fuoco».

Anche fonti qualificate citate da ANSA hanno riferito che in Italia non sarebbe arrivato alcun alert operativo, né a livello militare, né diplomatico, né di intelligence.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inoltre dichiarato che le informazioni non avrebbero fondamento, mentre il segretario generale della NATO Mark Rutte ha sottolineato che l’Alleanza sta monitorando l’intensificarsi delle attività russe, comprese quelle nel settore cibernetico e ibrido.

Anche Parigi ridimensiona la minaccia

La Francia ha adottato una posizione simile. Il presidente Emmanuel Macron ha definito l'informazione sui possibili droni russi diretti contro la Francia come una notizia da smentire, pur riconoscendo che il quadro di sicurezza europeo è diventato più preoccupante.

Parigi, infatti, ha denunciato nelle ultime settimane un aumento delle attività ibride attribuite alla Russia, comprese minacce cyber e operazioni contro infrastrutture europee.

Il drone Gerbera e lo scenario del Mediterraneo

Il modello indicato dalle fonti è il Gerbera, drone utilizzato dalla Russia nel conflitto in Ucraina. Secondo le informazioni pubblicate da El Mundo e riprese da ANSA, avrebbe una lunghezza di circa 2 metri, un’apertura alare di 2,5 metri, un peso fino a 18 chilogrammi e un’autonomia dichiarata di circa 600 chilometri.

Lo scenario ipotizzato sarebbe quello di droni trasportati clandestinamente all’interno di container su navi commerciali e successivamente lanciati dal mare. Si tratta però di uno scenario attribuito a fonti citate dalla stampa, non di un attacco accertato o di un'operazione russa confermata.

Droni russi nello spazio aereo della Moldavia

L'allarme arriva mentre la pressione sul fianco orientale dell'Europa continua.

La presidente moldava Maia Sandu ha denunciato il 24 settembre la violazione dello spazio aereo della Moldavia da parte di quattro droni russi durante un massiccio attacco contro l'Ucraina. Secondo Chişinău, almeno uno dei droni sarebbe esploso nel nord del Paese.

La Moldavia non è membro della NATO, ma il caso evidenzia quanto la guerra in Ucraina continui ad avere conseguenze anche oltre i confini del teatro di combattimento.

Polonia: incendio in una stazione Starlink

Contemporaneamente, in Polonia è stato registrato un incendio deliberatamente appiccato in una stazione terrestre utilizzata da Starlink, il sistema satellitare di comunicazione.

Il ministro polacco per gli Affari digitali Krzysztof Gawkowski ha parlato di un «modus operandi» riconducibile alla Russia. Le indagini, tuttavia, sono ancora in corso e non è stata formulata un’accusa formale contro Mosca.

L’Europa alza la guardia

Il quadro più ampio è quello di una crescente attenzione europea verso le cosiddette minacce ibride: sabotaggi, cyberattacchi, droni, interferenze e operazioni clandestine contro infrastrutture strategiche.

Anche i servizi di intelligence danesi hanno recentemente segnalato un aumento del rischio di attività ibride russe, pur giudicando improbabile, allo stato attuale, un attacco convenzionale russo contro un Paese NATO.

Tra allarme e prudenza

Il punto cruciale, dunque, è distinguere tra rischio, intelligence e minaccia operativa.

L’ipotesi di un possibile impiego di droni russi nel Mediterraneo è stata riportata da El Mundo sulla base di fonti di intelligence, ma Italia e Francia hanno smentito l’esistenza di un allarme operativo specifico. Nel frattempo, gli episodi verificatisi in Moldavia, Polonia e in altri Paesi europei confermano che la sicurezza del continente è diventata più complessa.

Per l’Europa, la sfida è ora mantenere alta la vigilanza senza trasformare ogni episodio o indiscrezione in una nuova escalation.

Fonte
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