Mar Rosso, Kallas: “Servirebbero più di 10 navi, ma al momento non ne abbiamo a sufficienza”

L’Alta rappresentante dell’UE chiede di rafforzare la missione europea per proteggere la navigazione commerciale. “Ne servirebbero più di dieci, ma al momento non ne abbiamo abbastanza”. La crisi coinvolge anche Bab el-Mandeb e lo Stretto di Hormuz.

Kallas: “Servirebbero più di 10 navi, ma al momento non ne abbiamo”

La sicurezza del Mar Rosso torna al centro dell’agenda europea. Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’UE per gli Affari esteri, ha chiesto un rafforzamento dell’operazione EUNAVFOR Aspides, la missione navale europea incaricata di proteggere la navigazione commerciale nell’area. Secondo Kallas, servono più di dieci navi, oltre a ulteriori assetti aerei.

Una missione sotto pressione

“Quando Aspides è stata istituita erano necessarie almeno dieci navi. La situazione oggi è ancora più grave”, ha spiegato Kallas a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. La richiesta era già stata formalizzata il 20 settembre in una lettera ai 27 Stati membri, nella quale Kallas sollecitava un aumento “sostanziale” della presenza navale e aerea europea.

Bab el-Mandeb, porta del commercio globale

Aspides opera soprattutto nell'area del Mar Rosso e del Golfo di Aden, proteggendo le navi mercantili lungo una delle principali rotte tra Asia, Medio Oriente ed Europa. L'UE definisce l'operazione una missione puramente difensiva per proteggere navi e equipaggi e mantenere aperti corridoi commerciali essenziali. Dal suo avvio, nel febbraio 2024, ha fornito assistenza a oltre 1.960 navi mercantili e protezione diretta a più di 650.

Dalla minaccia Houthi alla crisi di Hormuz

Il problema non riguarda però soltanto il Mar Rosso. Kallas ha collegato il deterioramento della situazione anche alla chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei principali chokepoint energetici mondiali. Nelle ultime settimane l'UE ha denunciato gli attacchi contro navi commerciali nell'area e ha ribadito la necessità di garantire la libertà di navigazione sia a Hormuz sia a Bab el-Mandeb.

L’Italia spinge per un rafforzamento

La richiesta europea arriva dopo un analogo appello dell’Italia. Il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva chiesto nei giorni scorsi una presenza navale più forte nel Mar Rosso per proteggere la navigazione commerciale, mentre Roma sta valutando ulteriori contributi alla presenza nazionale nell’area.

Anche la Marina Militare italiana ha già partecipato ad Aspides: nel luglio scorso la fregata Bergamini ha fornito protezione a navi mercantili in transito nel Mar Rosso.

Una questione europea, ma anche globale

Il nodo non è soltanto militare. Mar Rosso, Bab el-Mandeb e Hormuz sono infrastrutture strategiche del commercio mondiale: un aumento dei rischi può costringere le compagnie a modificare le rotte, aumentando tempi, costi assicurativi, trasporti e pressione sui prezzi di energia e merci.

La richiesta di Kallas apre quindi una questione più ampia: quante risorse è in grado di mettere realmente in campo l’Europa per proteggere le proprie rotte commerciali in una fase di crescente instabilità geopolitica?

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