Un’inchiesta svela: la Cina tardò a dare informazioni sul Covid-19

Secondo l’agenzia Ap l’Oms chiese con insistenza dati sul coronavirus. Ma da Pechino non ci fu risposta

Un’inchiesta svela: la Cina tardò a dare informazioni sul Covid-19

Un’inchiesta dell’agenzia Ap sembra scagionare Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore generale dell’Oms. Donald Trump ha accusato Tedros di essere al servizio di Pechino e ha tagliato i fondi all’Oms (450 milioni di dollari).

Non c’è dubbio – sostiene l’indagine - che Pechino abbia agito in cattiva fede nel comunicare l’evoluzione dell’epidemia. In particolare, il presidente cinese Xi Jinping, che ha imposto Tedros nel 2017 al vertice dell’Organizzazione ginevrina, ha fornito in ritardo il genoma e altre informazioni rilevanti sul Covid-19.

La presenza del coronavirus a Wuhan fu mappata una prima volta il 27 dicembre 2019 da Vision Medicals, un centro privato cinese. Ma niente trapelò.

Nel frattempo, il virus si stava propagando rapidamente. Ma le agenzie dell’Onu non avevano poteri sufficienti per esigere dai paesi membri le informazioni di cui avevano bisogno. Ginevra chiedeva, Pechino non rispondeva.

Tedros sperava di avere una copia del genoma: anche qui senza risposta, nonostante ci fossero vari laboratori cinesi impegnati nelle analisi di laboratorio. 

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