Carlo Calvi: “Gelli pagava i terroristi con i finanziamenti di mio padre”

A sostenerlo è il figlio del banchiere dell’Ambrosiano trovato morto a Londra nel 1982

Carlo Calvi: “Gelli pagava i terroristi con i finanziamenti di mio padre”
Il banchiere Roberto Calvi trovato morto a Londra nel 1982

“Conosco molto bene i documenti di Gelli e da tempo li ho collegati alla strage di Bologna, insieme ad altri pagamenti, anche dal Lussemburgo, agli antiquari e ai neofascisti che a Londra hanno costruito imperi finanziari insoliti. Sono certo che Gelli abbia finanziato gli estremisti di destra con i soldi del Banco Ambrosiano versati da mio padre”. A sostenerlo dal Canada, dove vive dal 1987, è Carlo Calvi (in un’intervista a La Stampa), figlio di Roberto, il banchiere dell’Ambrosiano trovato morto a Londra nel 1982.

Con 85 morti e 200 feriti quella di Bologna rappresenta la strage più letale della storia Repubblica italiana. Ma 40 anni dopo si aspettano ancora verità e giustizia, dopo una lunga serie di inchieste giudiziarie e depistaggi.

Secondo gli inquirenti tra le menti dell’attentato figurano Licio Gelli, maestro venerabile della loggia massonica P2, e Umberto Ortolani come mandati-finanziatori. L’ex capo dell’Ufficio Affari riservati del ministero dell’Interno Federico Umberto D’Amato viene indicato come mandante-organizzatore. Mario Tedeschi, direttore della rivista ‘Il Borghese’ ed ex senatore dell’Msi, è considerato organizzatore per aver coadiuvato D'Amato nella gestione mediatica della strage e nell’attività di depistaggio delle indagini.

A cio’ si aggiungono ulteriori ricordi. Carlo Calvi ha parlato anche degli incontri a Washington con un emissario di Ortolani, Bill Mazzocco, e uno di Gelli, Philip Guarino. Questi erano “due oltranzisti repubblicani vicini all’amministrazione Nixon. Una volta li incontrammo all’Hotel Mayflower, con il generale Vito Miceli, capo del Sid (Servizio segreto civile) dal ‘70 al ‘74. Chiesi a mio padre di tenerli a distanza”.

Il figlio del banchiere ha anche spiegato che il padre era “minacciato” da Gelli e Ortolani che “intrattenevano rapporti molto pericolosi con il terrorismo di destra e la malavita”. E, per chiudere il cerchio, sempre secondo Carlo Calvi è possibile che Gelli finanziasse direttamente D’Amato. 

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