Zelensky sul sostegno economico e militare Usa: “Non sono soldi dati in beneficienza, ma un investimento nella democrazia globale”

Il finanziamento degli Usa a Kiev verso il superamento dei 100 miliardi di dollari. Il presidente ucraino: “Non abbiamo elettricità né acqua ma non ci arrenderemo mai”. Il portavoce di Putin: “La Russia ormai non vede nessuna possibilità di negoziare la pace con Kiev”.

Zelensky sul sostegno economico e militare Usa: “Non sono soldi ...”

Come i soldati americani durante il Natale del 1944 fermarono i nazisti impegnati nell’offensiva delle Ardenne, così quelli ucraini combattono oggi contro i russi per salvare libertà, democrazia e i valori su cui si basa il modello di vita occidentale. È il paragone fatto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il discorso di ieri sera (21 dicembre) al Congresso, per convincere i politici e il popolo degli Stati Uniti, che la guerra a cui stanno dando sostegno economico e militare li riguarda da vicino: “Non sono soldi dati in beneficienza, ma un investimento nella sicurezza globale e nella democrazia”. Così spera di superare le resistenze dei repubblicani che a gennaio riprenderanno la maggioranza alla Camera, e sotto l’influenza della corrente trumpista più estremista minacciano di tagliare gli aiuti a Kiev.

Il leader ucraino è andato al Congresso riunito in seduta congiunta, dopo la visita di qualche ora prima alla Casa Bianca. Durante il vertice bilaterale Biden ha promesso che “gli Usa resteranno al fianco del vostro popolo per tutto il tempo necessario”. Quindi ha approvato un nuovo pacchetto di forniture militari da 1,85 miliardi di dollari, che stavolta include anche i Patriot, sistema per la difesa dai missili che il Cremlino sta lanciando sugli obiettivi civili e le infrastrutture, nella speranza di piegare gli aggrediti che non riesce a battere sul campo di battaglia. In gioco però ci sono anche altri 45 miliardi di dollari di aiuti a Kiev, che il Parlamento sta discutendo in questi giorni. Se approvato, il finanziamento porterebbe il totale degli aiuti statunitensi all’Ucraina a superare i 100 miliardi di dollari. Perciò Zelensky è andato in Congresso, nella speranza di sbloccare le ultime resistenze.

Lo ha fatto con un discorso molto emotivo, in cui ha cercato di raccontare le sofferenze del suo popolo, e spiegare di cosa ha bisogno per prevalere. Nonostante “le tattiche primitive russe, e contro ogni probabilità, l’Ucraina non è caduta, ma vive e combatte. Non ci arrenderemo mai”. Ciò è potuto accadere solo grazie al “sostegno essenziale degli Stati Uniti. Perciò voglio ringraziare gli americani”.

Ha parlato direttamente al cuore delle famiglie americane, quando ha notato che «fra pochi giorni è Natale. In Ucraina lo celebreremo anche a lume di candela, ma non per romanticismo. Non abbiamo l’elettricità e molti non hanno l’acqua. Ma non ci lamentiamo. La luce della nostra fede illuminerà il Natale. Quello che ci auguriamo in questo momento è la vittoria, solo la vittoria”.

Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, il 24 febbraio scorso, il Pentagono stima che almeno 100mila soldati russi e altrettanti ucraini siano stati uccisi o feriti, oltre a circa 40mila vittime civili. Le Nazioni Unite hanno registrato finora un flusso di 7,8 milioni di rifugiati dal paese a cui va sommato un numero indefinito di sfollati interni in fuga dai bombardamenti.

Come scrive Tafuro Ambrosetti (analista Ispi), “l’Ucraina si trova ad affrontare tre grandi sfide: la prima è la crisi energetica, visto che metà delle infrastrutture del paese sono state distrutte dai bombardamenti; la seconda è un’escalation militare con il timore che la Russia possa aprire un fronte da nord che veda il coinvolgimento della Bielorussia e la terza relativa al fatto che il supporto occidentale diminuisca. In tutte queste sfide gli Usa hanno un peso cruciale, Zelensky lo sa e farà di tutto perché l’alleato Usa continui a garantirgli il suo supporto”.

Anche perché Mosca sembra non voler mollare, nonostante tutto. Il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha detto che dal viaggio non uscirà “niente di buono”, e che ormai “la Russia non vede nessuna possibilità di negoziare la pace con Kiev”.

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