Il nuovo premier ungherese Magyar annuncia lo stop ai notiziari di Stato dopo la vittoria elettorale

Dopo il trionfo alle urne, Péter Magyar promette una rivoluzione nei media pubblici: “Basta propaganda”. Nel mirino il sistema costruito da Viktor Orbán. Nuovo governo atteso entro metà maggio

Magyar annuncia lo stop ai notiziari di Stato dopo la vittoria elettorale
Péter Magyar

L’Ungheria entra in una nuova fase politica. All’indomani della vittoria elettorale del partito Tisza, il leader Péter Magyar ha annunciato una misura drastica: la sospensione dei notiziari dei media statali, accusati di essere diventati negli anni strumenti di propaganda del governo uscente.

“Basta propaganda, serve informazione pubblica”
“Stiamo assistendo agli ultimi giorni di un apparato di propaganda”, ha scritto Magyar sui social, promettendo di fermare temporaneamente i notiziari fino al ripristino di un vero servizio pubblico. L’obiettivo dichiarato è garantire pluralismo, trasparenza e accesso equo all’informazione.

Il controllo dei media sotto accusa
Negli ultimi anni il sistema mediatico ungherese è stato al centro delle critiche internazionali. Secondo osservatori europei e ONG, il governo di Viktor Orbán avrebbe progressivamente consolidato il controllo sull’informazione, anche attraverso la creazione della Central European Press and Media Foundation, che oggi riunisce oltre 400 testate.

Una maggioranza che può cambiare tutto
Il partito Tisza ha ottenuto una maggioranza dei due terzi in Parlamento, un risultato che consente a Magyar di intervenire anche sulla Costituzione e smantellare le riforme introdotte da Orbán. Tra le priorità: una nuova legge sui media e la creazione di un’autorità indipendente di controllo.

Media pubblici al centro della transizione democratica
Magyar ha sottolineato come i cittadini “meritino un servizio pubblico che dica la verità”, denunciando anni di squilibrio nell’accesso ai media, con opposizioni spesso escluse dai principali canali informativi statali.

Verso il nuovo governo entro maggio
Dopo l’incontro con il presidente Tamás Sulyok, Magyar ha indicato metà maggio come possibile data per l’insediamento del nuovo esecutivo. Una fase di transizione che si preannuncia delicata, con riforme istituzionali e mediatiche al centro dell’agenda.

Un segnale anche per l’europa
La svolta ungherese viene letta da molti osservatori come un passaggio chiave anche per i rapporti con l’Unione Europea, che negli ultimi anni aveva più volte criticato Budapest per le violazioni dello stato di diritto e della libertà di stampa.

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