
L’Iran come il Venezuela. Ali Khamenei come Nicolas Maduro. Almeno questa è la convinzione di Donald Trump che, a guerra ben lontana dall'essere finita, ha già mandato un messaggio a Teheran: il successore dell'ayatollah ucciso dagli attacchi di Stati Uniti e Israele lo vuole scegliere lui.
Mentre l’Assemblea degli Esperti iraniana, in riunione straordinaria per eleggere il successore di Khamenei, riceve le pressioni delle Guardie della Rivoluzione per annunciare formalmente la nomina del figlio Mojtaba, The Donald lo ha liquidato senza mezzi termini, bollandolo come un “peso piuma”e un “incompetente”.
“Per per me è inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran”, ha attaccato il presidente statunitense in un’intervista ad Axios. La dichiarazione rappresenta una straordinaria rivendicazione del potere americano sul futuro politico del Paese attaccato sabato scorso. Senza contare che il presidente Usa non ha nascosto che Cuba sarà la prossima a cadere dopo l’Iran: a L’Avana “vogliono un accordo”, ha assicurato.








