
La tensione tra Italia e Spagna sale di livello. Il governo di Pedro Sánchez ha annunciato controlli temporanei nei porti e negli aeroporti per i viaggiatori provenienti dall’Italia, in risposta alla decisione di Roma di ripristinare i controlli alle frontiere con la Spagna dopo la massiccia ondata migratoria che ha investito Ceuta.
La misura spagnola entrerà in vigore alla mezzanotte dell’8 agosto e resterà valida fino al 7 settembre.
Roma non cede
Il governo Meloni ha ribadito che i controlli italiani resteranno in vigore almeno fino al 15 agosto. La motivazione è legata alla sicurezza nazionale e al timore di nuovi movimenti irregolari dopo la crisi di Ceuta.
«Non accettiamo ultimatum né imposizioni dall’estero», è la posizione ribadita da Giorgia Meloni. Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la misura italiana non è diretta contro Madrid, ma rappresenta una scelta «cautelare e organizzativa».
La Spagna: misura italiana ingiustificata
Madrid contesta però radicalmente la decisione italiana. Il governo Sánchez sostiene che la crisi di Ceuta non abbia prodotto movimenti secondari verso il resto dell’area Schengen e ricorda che la maggior parte dei migranti entrati nell’enclave è già rientrata in Marocco. Anche Bruxelles ha confermato che non risultano trasferimenti di migranti da Ceuta verso altri Paesi europei.
Per la Spagna, quindi, i controlli italiani sarebbero sproporzionati e contrari allo spirito della libera circolazione europea.
Schengen sotto pressione
Il vero nodo politico va oltre il confronto tra Roma e Madrid. La crisi riapre infatti una questione centrale per l’Unione europea: quanto può essere sospesa la libera circolazione interna di fronte a un'emergenza migratoria e di sicurezza?
Le regole Schengen consentono agli Stati di reintrodurre temporaneamente controlli alle frontiere interne in circostanze eccezionali, ma la misura deve essere proporzionata e limitata nel tempo.
Un conflitto che rischia di allargarsi
La disputa arriva mentre l’Europa cerca una linea comune sulla gestione delle frontiere esterne, sui rimpatri e sulla redistribuzione delle responsabilità migratorie.
Per ora Roma e Madrid restano sulle rispettive posizioni. L’8 agosto scatta la risposta spagnola; il 15 agosto sarà invece una prima data decisiva per capire se l’Italia manterrà o ritirerà i propri controlli.
La crisi di Ceuta, nata sulla frontiera africana dell’Europa, rischia così di trasformarsi in un nuovo test per la tenuta politica dello spazio Schengen.





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