L’Italia non prende posto ai tavoli che contano a Bruxelles

Berlino e Parigi candidano Enrico Letta al Consiglio europeo. Ma il governo gialloverde dice no

L’Italia non prende posto ai tavoli che contano a Bruxelles
L'ex premier Enrico Letta

È battaglia a Bruxelles per la nomina del presidente della Commissione. Da questa scelta dipendono le altre cariche, secondo precisi equilibri geografici e di potere.

In particolare, si parla molto della presidenza del Consiglio europeo, che definisce l’orientamento politico generale e le priorità dell’Ue ed è composto dai capi di Stato o di governo dei paesi membri, oltre che dai presidenti del Consiglio e della Commissione.

Per tale importante istituzione Parigi e Berlino hanno proposto a Roma la prestigiosa posizione, che per consuetudine va ad un ex premier - ci sarebbero Renzi, Gentiloni, Monti, e Letta. Proprio quest’ultimo è stato a sorpresa proposto da Francia e Germania all’Italia. Ma il governo giallo-verde non può accettare un uomo del centrosinistra e ha chiesto gli Affari economici nella Commissione. La risposta lascia di sasso: “Quel posto ad un paese sotto procedura di infrazione per debito eccessivo?”. L’Italia rischia così di restare fuori dai giochi che contano.

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