Sale la pressione su Maduro. Ma Cina, Russia e Turchia sono ancora con lui

Sale la pressione su Maduro. Ma Cina, Russia e Turchia sono ancora con lui

“Maduro deve lasciare”, ribadisce Juan Guaidò. Mentre il Venezuela è al collasso, il leader 35enne dell’opposizione, autoproclamatosi presidente ad interim il 23 gennaio quando dichiarò che avrebbe spodestato l’attuale presidente e governato la nazione fino a nuove elezioni, non è ancora riuscito nel suo obiettivo. I sostenitori di Maduro accusano Guaido di essere un burattino degli Stati Uniti, il cui unico fine è l'accesso alle riserve petrolifere venezuelane, le più ingenti al mondo.

Intanto nei giorni scorsi i fedelissimi di Guaidò hanno preso il controllo di alcune proprietà diplomatiche di Caracas negli Stati Uniti, tra le quali quelle di New York e Washington.

Guaidò ha spiegato che la mossa serve a "rafforzare le relazioni bilaterali (con gli Usa) e servire in modo migliore la comunità venezuelana nel paese".

Il percorso di Guaidò sarà comunque difficile. Anche perché Maduro continua a godere del sostegno di paesi come Russia, Cina e Turchia.

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