
Svolta storica in Germania: la CDU conquista la Renania-Palatinato e mette fine a oltre tre decenni di dominio della SPD.
Con oltre il 30% dei voti, il partito guidato dal cancelliere Friedrich Merz si impone nettamente, mentre i socialdemocratici crollano sotto il 26%. Ma il dato più politico arriva dalla crescita di AfD, che sfiora il 20% e diventa terza forza, segnando il miglior risultato di sempre nella Germania occidentale.
Un risultato che certifica un doppio trend: da un lato il ritorno dei conservatori, dall’altro la normalizzazione elettorale della destra radicale.
AfD cresce e cambia il gioco: opposizione sempre più forte
Il balzo di AfD – più che raddoppiata rispetto al 2021 – non è solo numerico ma strategico. Il partito si prepara a diventare il principale polo di opposizione nei Länder occidentali, tradizionalmente più resistenti all’estrema destra.
La leadership, da Alice Weidel a Jan Bollinger, parla apertamente di “risultato storico”, mentre i partiti tradizionali continuano a escludere ogni alleanza. Questo però complica la formazione dei governi regionali, rendendo inevitabili coalizioni sempre più fragili.
SPD in crisi profonda: effetti anche sul governo federale
La sconfitta in Renania-Palatinato arriva dopo il tracollo nel Baden-Württemberg e apre una crisi strutturale per la SPD.
I leader Lars Klingbeil e Bärbel Bas sono sotto pressione, mentre il partito paga la perdita di consenso su temi chiave come economia, sicurezza e welfare.
Il rischio è un effetto domino anche a livello federale, proprio mentre la Germania affronta rallentamento economico, transizione energetica e tensioni sociali crescenti.
Francia, la sinistra resiste nelle città ma non sfonda
Se la Germania vira a destra, la Francia offre un quadro più frammentato. Nelle elezioni municipali, la gauche tiene le grandi città: Parigi resta ai socialisti con Emmanuel Grégoire, sostenuto dall’eredità di Anne Hidalgo.
Anche Marsiglia conferma il sindaco uscente Benoît Payan, mentre a Lione i Verdi restano competitivi con Grégory Doucet.
Il dato politico è chiaro: la sinistra regge nei contesti urbani dove riesce a presentarsi unita o pragmaticamente coalizzata.
Destra ed estrema destra: avanzata silenziosa ma costante
Il vero cambiamento arriva però dal fronte conservatore e sovranista. Il Rassemblement National non conquista le grandi metropoli simbolo, ma continua a radicarsi sul territorio e ottiene una vittoria chiave a Nizza con Eric Ciotti, segnando un’alleanza di fatto tra destra tradizionale ed estrema destra.
Un passaggio cruciale che rompe il cosiddetto “fronte repubblicano”, come ammesso dall’ex sindaco Christian Estrosi.
Parallelamente, leader come Jordan Bardella e Marine Le Pen parlano della “più grande avanzata della storia” del partito.
Centrodestra e moderati: ancora decisivi ma divisi
Nel mezzo, il centrodestra tradizionale mantiene un ruolo chiave. I Les Républicains rivendicano la leadership locale, mentre figure come Édouard Philippe si rafforzano in vista delle presidenziali del 2027.
Ma il nodo resta aperto: competere contro l’estrema destra o allearsi con essa? Il caso Nizza dimostra che una parte della destra è pronta a cambiare strategia.
Europa verso un nuovo equilibrio politico
Dalla Germania alla Francia emerge un filo rosso: la crisi dei partiti tradizionali, la crescita delle destre e la trasformazione degli equilibri politici.
Le elezioni locali diventano così un laboratorio del futuro europeo, in vista delle prossime sfide elettorali nazionali e continentali.






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