Vola il prezzo dell’elettricità in Italia: circa 116 €/MWh contro i 90 della Germania, i 65 della Spagna e i 61 della Francia

Il Rapporto ENEA si riferisce ai dati del 2025. Con la crisi in Medio-Oriente cosa accadrà nel 2026?

Vola il prezzo dell’elettricità in Italia

Nel 2025 il costo dell’energia in Italia resta su livelli record: il gas segna +70% e l’elettricità +100% rispetto al periodo pre-crisi del 2022. Un’impennata che pesa su famiglie e imprese, mentre il sistema energetico appare bloccato, con consumi ed emissioni sostanzialmente stabili.

Consumi stabili, ma la transizione rallenta
Secondo ENEA, l’Italia non accelera sulla transizione: le rinnovabili crescono appena dell’1% e restano sotto gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, con un gap di circa il 20%. A pesare è soprattutto la difficoltà di ridurre i consumi: per rispettare gli standard UE servirebbe un calo annuo fino al 3%, ancora lontano.

Fotovoltaico in corsa, ma non basta
L’unico vero motore della crescita green è il solare: il fotovoltaico segna +25% e copre oltre un sesto della produzione elettrica nazionale. Un segnale positivo, ma insufficiente a compensare il ritardo complessivo del sistema energetico italiano.

Gas ancora centrale, carbone in caduta libera
Il gas resta protagonista con consumi in lieve aumento (+2%), spinti da inverno più rigido e maggiore uso nelle centrali elettriche. Crolla invece il carbone (-16%), ormai ai minimi storici, mentre il petrolio resta stabile nei trasporti ma cala nell’industria.

Italia più cara d’europa
Il prezzo dell’elettricità in Italia resta tra i più alti: circa 116 €/MWh contro i 90 della Germania, i 65 della Spagna e i 61 della Francia. Anche il gas risulta più caro rispetto all’hub europeo TTF, ampliando il divario competitivo.

Import energetico sempre più caro
Solo a marzo, il costo del gas importato dall’Italia potrebbe superare i 2 miliardi di euro, con un extracosto di almeno 500 milioni rispetto alla media annuale. Anche il petrolio registra rincari analoghi, segnale di una vulnerabilità strutturale del sistema energetico nazionale.

Indice in calo, transizione in difficoltà
L’indice Ispred crolla del 30%, evidenziando criticità soprattutto sul fronte della decarbonizzazione. Un dato che conferma come l’Italia sia ancora lontana da un equilibrio tra sicurezza energetica, sostenibilità e prezzi accessibili.

Fonte
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