Merkel, ritorno nella Grecia post-troika. Tra i due ex nemici il clima è cambiato

Merkel e Tsipras hanno discusso del ritorno della Grecia alla stabilità economica, di Macedonia, immigrazione e dei debiti di guerra

Merkel, ritorno ad Atene post-troika. Nuovo clima tra i due ex nemici

Il ritorno in Grecia di Angela Merkel avviene in una Atene blindata. Sono passati cinque anni e tre piani di salvataggio dalla sua ultima visita ellenica, segnata da manifestazioni imponenti. Era il 2014 e molti greci la ritenevano responsabile delle politiche di austerità imposte al paese durante la crisi del debito europeo.

Ma adesso il clima è cambiato, sebbene le proteste contro il ritorno del premier tedesco non sono mancate neanche questa volta. Le parole del primo ministro greco, Alexis Tsipras, a capo del Governo dal 2015, segnano tuttavia un cambiamento radicale: "Lo stereotipo del greco pigro e del rigido tedesco sono finiti, stiamo entrando in una nuova era: la cooperazione tra Berlino e Atene sarà decisiva nei prossimi anni".

Una nuova sintonia. E alla domanda se pensasse che la Grecia sarebbe tornata sul mercato finanziario globale, Merkel ha risposto: "Sì, certo, la mia visita e il mio lavoro mirano ad aiutare la Grecia a rimettersi in piedi in modo che possa finanziarsi sul mercato aperto".

La crisi finanziaria e il conseguente piano di salvataggio hanno pesato su Atene, provocando la contrazione della sua economia di un quarto, l’aumento del tasso di disoccupazione, l’incremento della pressione fiscale, la riduzione di salari e pensioni. Tutto in cambio dei prestiti esteri. Poi, nell’estate del 2018 la Grecia è uscita dall’ultimo piano di salvataggio e l’economia ha cominciato a mostrare alcuni segnali di recupero. Ma la disoccupazione, ad esempio, resta altissima: 18,6% (dato di settembre 2018), mentre quella giovanile è a livelli patologici: 36,6%. E il paese ellenico entrato in crisi per debito eccessivo è uscito dal salvataggio più indebitato di prima.

Sul tavolo dell’incontro bilaterale anche altri temi. Tra questi, la piu che ventennale contesa riguardo al nome da dare alla vicina Repubblica di Macedonia, il cosiddetto accordo di Prespa, in base al quale la denominazione cambierebbe in Macedonia del Nord. "L'accordo - ha detto Tsipras - è un passo avanti significativo per la stabilità, la sicurezza e lo sviluppo della regione”. "Sono grata al premier greco per aver preso l'iniziativa di trovare una soluzione insieme al premier macedone Zoran Zaev su una questione difficile" gli ha fatto eco Merkel. Che ha, poi aggiunto: "Sono convinta che la soluzione andrà a vantaggio della Grecia, della Macedonia del Nord, della stabilità nei Balcani occidentali e dell'Ue".

Merkel e Tsipras hanno, infine, discusso della crisi dei rifugiati. E anche in questo caso i due sono apparsi d'accordo su quella che appare soltanto una soluzione di comodo: mantenere l’accordo con la Turchia, secondo il quale gli immigrati giunti in Grecia devono essere rimpatriati nel paese guidato da Erdogan. E sono note le condizioni disumane alle quali i migranti sono sottoposti.

Su qualcos’altro invece i due leader sono apparsi ancora distanti, molto distanti. La delicata questione dei danni subiti a causa della seconda guerra mondiale, che Atene ha quantificato in almeno 279 miliardi di euro. Per Tsipras la questione è ancora aperta.

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