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In Italia la raccolta differenziata della plastica continua a crescere. Nel primo semestre 2026 è aumentata del 5%, ma contemporaneamente si è ridotta la capacità di selezione degli impianti. Negli ultimi anni, inoltre, diversi impianti europei di riciclo sono stati chiusi.
Il risultato è un sistema sempre più sotto pressione: la plastica raccolta dai cittadini rischia di accumularsi nei centri di stoccaggio.
IL PARADOSSO DEI PREZZI
Secondo l’allarme lanciato da COREPLA e riportato da la Repubblica, il problema è soprattutto economico: l’offerta di materiale riciclato è oggi superiore alla domanda.
La plastica riciclata prodotta in Italia deve competere con materiale proveniente dall’estero, anche dall’Asia, che può risultare più conveniente per le aziende utilizzatrici.
In altre parole, può accadere che riciclare la plastica raccolta in Italia costi più che acquistare materiale riciclato importato.
I MAGAZZINI SI RIEMPIONO
Quando il materiale non trova rapidamente un acquirente, rimane negli impianti di selezione e stoccaggio.
In diverse regioni italiane la capacità disponibile è ormai sotto pressione. E l'accumulo di grandi quantità di plastica comporta anche un problema di sicurezza: il rischio di incendi negli impianti di stoccaggio aumenta.
Non si tratta quindi soltanto di un problema ambientale, ma anche di una questione industriale e logistica.
L’ITALIA RACCOGLIE, MA L’EUROPA DEVE COMPRARE
Il paradosso diventa ancora più evidente alla luce delle nuove politiche europee.
Dal 12 agosto 2026 si applica in generale nell’Unione europea il nuovo regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, il PPWR, che punta a rendere gli imballaggi più riciclabili e ad aumentare progressivamente l’utilizzo di materiale riciclato.
Ma fissare nuovi obiettivi di riciclo non basta: serve anche un mercato capace di assorbire la materia prima riciclata.
LA SFIDA DELL’ECONOMIA CIRCOLARE
L’Italia ha costruito una rete molto estesa di raccolta differenziata e nel 2025 il sistema COREPLA ha avviato a riciclo circa 970.000 tonnellate di plastica, con una copertura che raggiunge il 98% della popolazione.
Ora emerge però il limite della filiera: se il materiale riciclato non è economicamente competitivo, la raccolta rischia di trasformarsi in un problema di stoccaggio anziché in una risorsa industriale.
La vera sfida della transizione circolare non è dunque soltanto raccogliere più plastica. È creare le condizioni perché la plastica riciclata abbia un mercato, un prezzo competitivo e una domanda stabile.










